CINEMA
24 Giugno 2010 - 09:12
Festival di Pesaro
Un product placement, o meglio un film, targato BMW
La seconda giornata di Pesaro inizia con un film che si intitola Bummer che in russo (chissà perchè) significa BMW! Ed è proprio questa auto la protagonista assoluta del film che inizia su di lei che viene prelevata da una compagnia di quattro teppisti russi e finisce con l'auto abbandonata a cui piano piano si consumano i fanali spegnendosi insieme al film stesso. E' una pellicola di Pyotr Buslov che la più parte della critica definisce "tarantiniano" ma che più realisticamente somiglia ai "derivati" del regista americano ossia i prodotti del pulp britannico, alla Ritchie, per intenderci. I quattro delinquenti a bordo della nostra scampano ad un conflitto a fuoco con un'altra banda che ha rubato una MERCEDES nuova fiammante ad uno di loro (la banda nemica agisce a bordo di una LEXUS). Nella sparatoria resta ucciso un agente KGB sotto copertura e per i quattro "fighetti di Mosca", come vengono definiti da un poliziotto di periferia, non resta che darsi alla fuga nelle fredde lande russe avendo a che fare con poliziotti corrotti, ragazzini tenutari di pompe di benzina ("per un po' di benzina ti do' questa autoradio, è buona, è una KENWOOD!") che abbattono i passanti a colpi di mazza da baseball, camionisti (su mezzi RENAULT) infuriati pronti a fare la pelle ai nostri ed una guaritrice assai strana chiamata Dogmaster che li aiuta a guarire dalle ferite.
Tutti bevono COCA COLA e vodka, quest'ultima di marca sicuramente riconoscibile al pubblico russo ma non a noi.
Nella giornata pesarese anche il film sperimentale (una sorta di raccolta di videoclip per raccontare la storia di un ragazzo che uccide la moglie per mettersi con una svitata tossica) KISLOROD/Ossigeno (in cui le NIKE e la CASIO appaiono a mio parere casualmente) di Ivan Vyrypayev, il malatissimo MORPHIA/Morfina di Aleksey Balabanov (quello di Brother) da Bulgakov ambientato agli inizi del novecento in cui un medico di un paese sperduto opera con mezzi rudimentali (amputazioni e trachetomie in bella mostra) i propri pazienti e tra sesso e morfina arriverà al suicidio ed, infine, il bellissimo SVOI/Our town ambientato nel '43 tra partigiani russi, tedeschi e collaborazionisti. Purtroppo, per noi, gli ultimi due sono film in costume e quindi senza brand.
Stefano Barbacini
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