Una strana famiglia che vive in un ambiente degradato fra campo, casale e camper. Non si capiscono bene le relazioni, i rapporti e i problemi ma ci sono e sono complessi. Una famiglia che potrebbe essere alla TCM come abbiamo detto per il primo cortometraggio del regista, Purchè rimanga sepolto, considerato il caldo soffocante, l'ambiente opprimente, la follia di uno dei figli e i malsani divertimenti fra cui la lotta fra i galli fatta all'esterno di un distributore API abbandonato (ma ci sono anche i loghi Fina e Shell) che non fa che aumentare il senso di TCM.
Le cose nel corso del mediometraggio peggiorano e toccherà prendere una decisione drastica.
Con So che c'è un uomo si conferma lo stile noir infernale di Cappai fatto di desolazione, disperazione e fuoco che ritorneranno nel successivo Senza via di uscita.