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CINEMA
25 Febbraio 2024 - 21:22

LE VITE PASSATE RITORNANO CON SKYPE

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Past Lives (Celine Song, USA, Corea del sud, 2023)
LE VITE PASSATE RITORNANO CON SKYPE

Due asiatici, un uomo e una donna dialogano ad un bancone di un bar. A fianco un occidentale è con loro ma sembra non partecipare. Due voci fuori campo fanno ipotesi su chi possono essere, su come vivono, quali rapporti hanno tra di loro. Capita spesso che guardando sconosciuti che in qualche modo attirano la nostra attenzione siamo curiosi di sapere, più che la loro identità, quello che fanno, i rapporti che hanno, cosa e chi amano.

Parte il film con due lunghi flashback. 24 anni prima a Seul due ragazzini compagni di scuola, un bambino e una bambina coreani, sono amici per la pelle, inseparabili. La famiglia di lei, genitori artisti, però sta per emigrare in Canada a cercare fortuna in occidente. La bambina ha come obbiettivo diventare scrittrice e congederà l’amichetto con la frase “restare in Corea non può farti vincere il Nobel”, dimostrando tutta la sua determinazione e l’indirizzo preciso che vuol dare al suo futuro. Dopo 12 anni i due si ritrovano via Skype, lei è un’aspirante scrittrice a New York, lui un ingegnere a Seul. Capiscono che la loro amicizia non è stata scalfita dal tempo e chiaramente sta diventando qualcosa di più. Solo la distanza li divide. Ma è ancora lei a sottrarsi, sa che sta per innamorarsi e che per questo dovrebbe tornare in Corea ma i suoi sogni di carriera non glielo permettono. E’ meglio lasciar perdere, non sentirsi più.

Si torna all’oggi di inizio film, lei è sposata, lui ha una ragazza con un rapporto ambiguo. Lui decide di andare a New York, per gita per piacere o per rivedere lei? Comunque si ritroveranno. E’ troppo tardi? Ci sono i rapporti con le altre persone, i loro rispettivi impegni professionali, si possono buttare per aria queste cose costruite negli anni?

Celine Song è una regista esordiente, sudcoreana/canadese che vive a New York ed ha un marito americano dal nome simile a quello del film. E’ riuscita con Past lives a darci un film romantico senza scadere nel sentimentalismo, senza furberie, senza miele sparso in giro. Film pieno di domande e con poche risposte. Un film su come il filo del destino sia flebile, una minima decisione, una circostanza differente, una casualità, possono completamente cambiare il corso della vita di una persona. Le famose sliding doors possono portarci ad avere un grande amore con una persona oppure lo stesso con un’altra completamente diversa, se la porta che si apre è differente. Siamo una barca che veleggia a vista, non si sa dove le onde ci porteranno. E’ anche un film sullo sradicamento dalle proprie origini, sull’emigrazione, sul mondo accentrato sull’occidente, sulle scelte tra il proprio futuro di realizzazione personale e i sentimenti. Un film sul dolore della nostalgia del proprio paese. La Song ci fa riflettere sulle nostre “vite passate”, sulle occasioni perse, sulle scelte che avrebbero potuto farci avere altri affetti, altre storie. E’ un film estremamente sentito e che si apre senza ritegno allo spettatore ed è difficile credere che la Song non ci abbia messo, con estrema onestà, molto di sé stessa. (voto 7,5)

Ampio product placement fondamentalmente tecnologico, Samsill, MacBook Apple, telefoni Samsung, Skype, Google ma anche Adidas e New Balance, birre Heineken e Harbin e finale con Uber.

STEFANO BARBACINI

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