Orlando Oneto è un benestante di Santiago, Cile. Sta insieme a Marina, una cantante molto più giovane di lui di cui è innamorato. Progettano un viaggio alle Cascate di Iguazu mentre cenano in un ristorante cinese. La serata finisce a far l’amore in hotel davanti ad una vetrata sulla città. Musica, luci calde, glamour.
Serata che finisce tragicamente però: Orlando colpito da aneurisma muore in ospedale. Tutto si risolverebbe, seppur tragicamente, con il funerale e il dolore. Tutto ciò però non è permesso a Marina quando si rivela al mondo per quello che è, un transgender…
Viene sospettata di omicidio e umiliata in commissariato, le viene vietato di presenziare al funerale dalla ex-moglie del defunto, il figlio di lui la vuol cacciare dalla casa che le affittava, altri parenti la maltrattano e insultano. Paga l’unico suo peccato, aver amato ricambiata Orlando.
Però “quello che non ti uccide ti rende più forte” e Marina (interpretata dalla vera cantante lirica transgender cilena Daniela Vega) riuscirà a superare la discriminazione realizzando il suo sogno artistico non dopo aver reso comunque omaggio all’amato Orlando.
Film vincitore dell’Oscar del film straniero lo scorso anno e dell’Orso d’Argento a Berlino, girato con grazia e senso estetico, partecipato e non urlato. Un film “corretto”, intelligente ma anche uno di quei film che alla fine ti lasciano con un certo senso di non compiuto.
Ambientato a Santiago del Cile notiamo principalmente dei location placement. L’importante ambientazione della sauna Finlandia è fornita dal centro estetico CELA, mentre l’Hotel Galerias offre alcova ai due amanti. Ringraziamenti finali alla Dra. Teresa Chomali (chirurgia plastica) e alla clinica Avansalud.