L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL – Jean-Pierre Jeunet (2009)
Il padre di Bazil è un artificiere che salta per aria mentre sta cercando di disinnescare una mina antiuomo nel deserto. Trent’anni dopo il figlio, commesso di videoteca, viene colpito da una pallottola vagante in occasione di uno scontro a fuoco tra due balordi davanti al negozio. La pallottola si conficca nella testa del poveraccio che si ritrova vivo ma in costante rischio di morte (se il proiettile si muove di pochi millimetri…), viene licenziato dal posto di lavoro e sfrattato. Dopo qualche giorno da barbone in cui si inventa artista di strada, viene “adottato” da una coppia piuttosto originale (formata da un grande vecchio del cinema francese, Jean-Pierre Marielle, e dall’attrice ormai icona del genere magico/circense sia cinematografico che teatrale, Yolande Moreau) che vive in una discarica ed ha creato attorno a sé una piccola corte dei miracoli.
Ne fanno parte: un dattilografo/scrittore nero che parla per frasi fatte, una contorsionista, un uomo-cannone con un passato da Guinness dei primati (il fedelissimo di Jeunet, Dominique Pinon), una giovane sapiente in grado di analizzare con un solo sguardo la composizione di qualsiasi materiale e la distanza di qualsiasi oggetto da un altro e, infine, un vecchio inventore muto, creatore di piccoli automi creati con materiale di recupero.
Dany Boon (lo ricordiamo in ‘Giù al nord’), interprete di Bazil, vero e proprio Amélie al maschile, chiederà aiuto ai suoi nuovi amici per rovinare i piani a due armaioli (quelli che hanno fabbricato la bomba omicida del padre e la pallottola ora nella sua testa), mercanti di morte, mettendoli uno contro l’altro e sbugiardandoli su YOU TUBE.
Jeunet torna alle sue atmosfere magiche e piene di invenzioni in cui personaggi ingenui e stralunati mettono alle corde il mondo reale intralciando i meccanismi malati su cui si fonda, rifacendosi al grande cinema di Chaplin e di Tati, ai cartoon di Tex Avery, ai comics ma anche al circo, quello moderno tipo Cirque du soleil, non dimenticando di ringraziare il quasi sconosciuto in Italia Pierre Etaix, grande “inventeur d’histoire drole”, maestro dello slapstick francese sia in televisione che al cinema e suo ispiratore principale. Importante è anche l’omaggio che Jeunet fa al cinema classico Hollywoodiano mostrando immagini de “Il grande sonno” di Hawks, facendo creare titoli di testa in bianco e nero richiamandone le atmosfere e anche con la fotografia di tutto il film che ha un aspetto vintage in omaggio ai colori del cinema che fu.
E’ difficile parlar male di un film come “L’esplosivo piano di Bazil” (titolo italiano di Mic macs per richiamare il grande successo di Jeunet, “Il favoloso mondo di Amélie”) pieno di piccole invenzioni, visivamente splendido, ben interpretato e diretto, e non lo farò. Vi confesso però che tutto questo discorso poetico/alternativo degli umili fantasiosi e maestri nell’arte di arrangiarsi, della fantasia al potere costellata di buone intenzioni, comincia un tantino a darmi noia…
Comunque tra le tante trovate simpatiche del film abbiamo anche la creazione da parte dei nostri della maglietta ADIDAS (appare anche durante la proiezione riferimento a ORANGE SPORT) della nazionale francese autografata da Thierry Henry (però scritto Henri e quindi contraffazione inutilizzabile), l’autopubblicità del film su tutti i cartelloni stradali che incontriamo (con il titolo originale “Mic macs à tire-larigot”), una CITROEN di lusso “calamitata” dagli improvvisati rottamai in modo da catturare i due fabbricanti d’armi per poi esporli al pubblico ludibrio…
Notevole esposizione per negozi e locali parigini durante il film tra cui GALERIE LAFAYETTE, ST.RAPHAEL, MOULIN ROUGE, QUICK, LE TRAIN BLEU, BIG BEN BAR, BRASSERIE DU MUSEE.
Tecnologia rappresentata da un vecchio giradischi PHILIPS e dai monitor di sorveglianza SONY.