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CINEMA
23 Agosto 2024 - 08:56

NEONAZI DROGA E AMORE A NAPOLI

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Caracas (Marco D'Amore, Ita, 2024)
NEONAZI DROGA E AMORE A NAPOLI

Che delusione la visione di Caracas di Marco D’Amore! Non che L’immortale, esordio da regista dell’attore campano fosse un capolavoro ma, anche perché viveva delle atmosfere della serie Gomorra e della scuola della regia di genere di Sollima, era sicuramente un’opera sufficientemente gestita. Per un esordio era promettente sulle capacità del D’Amore regista, con Caracas parliamo di tutt’altra roba.

Un film pretenzioso in cui il nostro (a parte interpretare la parte rifacendosi sempre allo stesso paradigma del napoletano truzzo e duro che lo ha contraddistinto finora) pensa probabilmente di esser diventato Sorrentino o comunque un regista-autore che si può permettere di ingarbugliare una storia (dallo spunto interessante ma poi…) con salti temporali, sogni mischiati alla realtà, stilizzazioni e netti cambi d’umore (filmico), senza essere in grado di gestirli. La ricerca di uno Stile autoriale che diventa solamente confusione.

Ma la cosa più grave sono le banalità al limite del puerile (in primis l’inseguimento alla sua donna per capire se sta andando a procurarsi droga, sequenza gestita malissimo e buona giusto per un film di Moccia) e l’incapacità di dare sostanza a quello che dovrebbe essere il tema principale, ovvero quello di un ragazzo di borgata che si è avvicinato al mondo neonazi per poi, scottato dalla violenza insensata, avvicinarsi al mondo mussulmano e innamorarsi di una donna araba con problemi di droga. Il discorso resta appeso in modo del tutto superficiale all’altra parte del plot, ovvero quella che riguarda il ritorno di un celebrato scrittore napoletano nella sua Napoli gestita con professionalità da Servillo fino a che regia e sceneggiatura non lo costringono a far buffonate. Questa seconda parte che ricorda i temi (il ritorno alla Napoli dell’adolescenza) del ben più consistente e poetico Nostalgia di Martone (i due film fanno riferimento a due romanzi dello stesso autore, Ermanno Rea), si sfalda poi nel rapporto tra il personaggio di Servillo (Giordano Fonte) e quello di D’Amore (Caracas) in una complicità d’amicizia e solidarietà padre-figlio-guida-compagnone che non si capisce bene dove voglia andare a parare.

Insomma, un mezzo disastro e me ne dispiace dato che la voglia e le intenzioni di far buon cinema, come manifestate dall’attore-regista nelle interviste sul film, ci sono tutte. Probabilmente quello che manca è un Giordano Fonte che sappia ben consigliare il Caracas-D’Amore regista.

No product placement.

Voto 5-

Stefano Barbacini

Caracas

Regia: Marco D Amore
Data di uscita: 01/01/2024

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