La bella e vergine Justine Cates (Hillary Summers) eredita una grossa somma dal padre ma, essendo ancora minorenne, viene inviata in America dallo zio che è altrettanto ricco visto che vive in una villa classica da dinastia americana.
Qui lo incontra e si innamora. Diciamo subito (mega spoiler) che, dopo esserselo sognato mentre le pratica un cunnilinus ed averlo provocato andando a cambiarsi nel suo ufficio con la scusa di mostrargli i vestiti nuovi, riesce finalmente a scoparselo nel finale del film.
Nel frattempo la verginella si mantiene integra per lui resistendo ai cugini amanti del sandwich con Linda Vale, al giardiniere che glielo mette in mano spiegando il funzionamento anche se poi si sfoga sulla cameriera Michelle (Christine De Shaffer) che in Italiano risulta essere di Reggio Emilia ed enfatizza gli apprezzamenti alla foga e alle misure del giardiniere con decine di "Sorbole" con perfetto accento emiliano (ma perchè?), alla moglie divorziata dello zio (Dory Devon) che passa, non gradita, per la casa ma che ha comuque tempo per una bella lezione saffica alla nipotina acquisita e a un amico di famiglia che la porta al Drive in e che, capendo le esigenze della ragazza di far contento lo zio, si accontenta, garbatamente, di un pompino.
Ovviamente anche lo zio ne fa di tutti i colori passando dal bagno con la servitù (Vanessa del Rio) alle avventure occasionali che nascondono un fior di product placement.
Un giorno torna da un viaggio con aereo Air France. Le hostess Lynn e Laurie (Merle Michaels e Christie Ford) fanno gli straordinari per accompagnarlo in un club voyeur a guardare un orgia con Beth Anna e Patty Boyd e prendere lo spunto per rifare le stesse cose a casa. Da oscar anche in questo caso la versione italiana. Presentandole ad un amico prima di andare a letto: "Ti presento GLORIA e GLORIETTA (meno male che non erano tre se no saremmo arrivati al blasfemo) fanno le hostess. Hanno perso il volo ma hanno trovato un uccello" Sarà stata contenta Air France
Ispirato a De Sade e girato da una veterana dell'hard Roberta Findlay. Inutile sottolinearlo: un cultissimo!