Messico 1673. Una donna tradita dal marito decide di vendicarsi annegandogli i figli. Da quel momento piange ed è alla ricerca di figli non suoi di cui impossessarsi. Semplice, no.
James Wan prende a prestito uno spettro della tradizione messicana e lo inserisce all'interno del suo universo che ormai non tiene più il conto degli spin-off fra evocazioni, bambole, sensitivi e suore varie.
In questo caso la Llorona (già protagonista di altri due film, uno del 1933 uno del 1960) ricompare 600 anni dopo (ma perchè?) a Los Angeles dove se la prende con una donna con due figli. La donna cerca di proteggerli ma intervengono i servizi sociali sotto forma di una assistente (guarda caso con due figli) che riesce a fare in modo che la llorona riesca a compiere il suo lavoro concentrandosi poi sui suoi. Quando Anna capisce in che guaio è finita è ormai troppo tardi e non gli resta che rivolgersi all'esorcista che avevamo già incontrato in Annabelle.
La Llorona mantiene lo schema classico della famiglia di appartenenza che ormai sta diventando un po' ripetitivo. Trama scontata, pochi spaventi, qualche effetto speciale e nessun placement. Solo per completezza del WCU