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CINEMA
23 Febbraio 2025 - 00:58

DIARIO VISIVO (Lav Diaz)

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The halt (Lav Diaz, Filippine, 2019)
DIARIO VISIVO (Lav Diaz)

Lav Diaz in The halt (Ang Hupa, 2019) si immagina un futuro prossimo (2034) distopico in cui l’eruzione di due vulcani oscura la luce del sole sulle Filippine per tre anni e dal cielo cadono ceneri che causano la morte di milioni di persone.

Nella notte perenne bagnata continuamente da piogge torrenziali, in un Manila dalle strade semivuote e piene di rifiuti e povertà, domina un dittatore folle che ha instaurato un regime militare in cui la polizia reprime e droni controllano orwellianamente la popolazione. Gruppi di ribelli si organizzano attorno a “Uncino”, un uomo che ha perso la famiglia e sta perdendo la vista, e alle parole di una scrittrice che in un libro svela la crudeltà e le nefandezze del dittatore.

Il cinema politico di Diaz (che evidentemente parla dell’oggi e del passato delle Filippine, il dittatore può essere Marcos, come Duarte, come… quello che verrà…) si snoda come al solito su una lunghezza monstre (4 ore e 39 minuti), con il suo consueto stile in bianco e nero con inquadrature fisse, poca musica se non diegetica (un concerto del mitico rocker filippino Ely Buendia) e recitazione “naturale”. Questa volta però sciorina un registro grottesco che ricorda i ritratti di dittatori e tiranni stupidi e crudeli che ci hanno dato Tengiz Abuladze o Grosz ad esempio. Inoltre infarcisce l’opera con riferimenti alla cultura popolare e al cinema di genere, infatti vi troviamo bevitori di sangue, soldatesse nazi-lesbo, vendicatori ciechi, un dittatore sadico e psicopatico che si veste come la madre di Psycho, droni che sembrano astronavi aliene, uomini dati in pasto ai cocodrilli, prostitute dalla doppia vita. Fino ad finale melodrammatico.

“Il nostro paese non ha più un’anima” dice una donna sfiduciata ad inizio film e per Diaz non ha più nemmeno un futuro dato che il dittatore progetta di infettare e uccidere milioni di compatrioti per riportare l’ordine. In realtà una speranza viene lasciata, sperare che il dittatore cada presto “come a tutti i fascisti prima o poi accade” e intanto salvare i ragazzini insegnando loro un modo di vita diverso, un modo di vita solidale e giusto contro le tentazioni della violenza e della prevaricazione.

Il cinema di Lav Diaz va affrontato con la mente libera e riposata, con la predisposizione ad assorbire il suo ritmo lento e le sue immagini potenti, allora non potrete che godere della sua pregnanza e della sua forza. (voto 7+)

Il dittatore utilizza un Mac della Apple, pubblicità della Coca Cola si incontrano per strada, una t-shirt Princess, Clear e la birra San Miguel nel product placement del film.

Stefano Barbacini

Ang hupa

Regia: Lav Diaz
Data di uscita: 01/01/2024
Cast:
Pinky Amador
Brand:
Coca-Cola

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