Continua l’avventura nel cinema horror di Stuart Gordon e dei Band/Yuzna. Un anno dopo Terrore dall’ignoto arriva questo Dolls, classico tema horror con screenplay originale di Ed Naha.
Una famigliola in cui è evidente chi comanda (sarà ironico da parte di Gordon presentare per la moglie Carolyn Purdy-Gordon in un character così incazzoso, snob e pedante?), cioè la moglie alla guida dell’auto mentre il marito non sa neppure leggere una mappa stradale e la piccola figlia seduta sul retro si legge Hansel e Gretel (giusto per farci capire che in piena favola nera stiamo per finire…), si aggira per la campagna inglese senza saper bene la strada e, nella più tipica delle situazioni, si ritrova nel mezzo di un grosso temporale con la macchina che si impantana e non c’è verso di farla ripartire (-Non potevamo comprarci una ROLLS, esclama incazzato lui sceso a cercare di spingerla…). Naturalmente la soluzione è raggiungere quella magione, rigorosamente gotica, che si trova in fondo al bosco…
Intanto un sogno ad occhi aperti della bambina a cui la matrigna (nel frattempo abbiamo appreso che la Purdy-Gordon non è la vera madre) ha buttato via l’orsacchiotto di pezza ci preconizza probabilmente cosa ci attende. L’orsacchiotto infatti si trasforma in un grosso orso che si vendica mangiandosi un mezzo braccio della donna e uccidendo pure il papà…
Giunti alla casa questa sembra vuota e i tre si intrufolano dalla cantina ma vengono sorpresi da una coppia di vecchi piuttosto inquietanti, gli Hartwicke interpretati (con gusto tutto inglese…) da Guy Rolfe, caratterista dalla lunga carriera cinematografica e televisiva, e da Hilary Mason, star della BBC ma con non inusuali incursioni nell’horror. Il padrone di casa è un artigiano fabbricante di giocattoli, bambole, pupazzi, burattini ecc. mentre la gentile consorte sembra specializzata nel rimestare in un pentolone caldo caldo…
Il vecchio Hartwicke regala il primo pupazzo alla bambina, Judy (nome dato per richiamare la Garland del mago di Oz?): il “Buffone” Mr. Punch.
Nel frattempo arrivano alla casa (per aumentare il numero delle vittime?) altri tre personaggi, due sboccate punkettone autostoppiste (già incontrate dalla famigliola sulla strada ed evitate con disgusto) e un loro accompagnatore, Ralph, un passante che ha dato loro un passaggio. Nella casa c’è posto per tutti!
La prima a lasciarci le penne, durante la notte, è una delle due punk, in giro per la casa per trovare oggetti da rubare si ritrova ad essere sbattuta contro lo zoccolo del muro da alcune bambole (effetto non troppo… speciale visto che la presenza delle dolls si… intuisce solamente…) e finire in una pozza di sangue sotto gli occhi di un’atterrita Judy che racconta tutto ai genitori ma non è, ovviamente, creduta. Solo Ralph, restato, per sua fortuna, un po’ Peter Pan, crede alla bambina e che qualcosa sia successo, ma denunciando la possibile morte della punk ottiene solo di essere accusato di omicidio dall’amica di lei e di essere un pedofilo dal padre di Judy!
La vicenda entra in stallo e, in realtà, si sta trascinando un po’ troppo per evitare i primi sintomi di noia ma, per fortuna, finalmente la svolta horrorifica. La matrigna di Judy viene attaccata a letto da un bel mucchietto di bambole che le strappano brandelli di carne, la pugnalano, la feriscono con una forchetta e la perseguitano fino a che per fuggire lei non si butta tragicamente dalla finestra. Finalmente, in una sequenza ben girata, si vedono anche gli effetti di Buechler! (Le meravigliose bambole sono invece tutte di rigorosa matrice italiana).
Anche l’amica di Isabel, la punk data per morta, farà la stessa fine non prima di aver ritrovato Isabel trasformata in… bambola! Dopo aver esclamato: aveva ragione la piccola! Sono state queste Fucking dolls!, la ragazza lotterà strenuamente contro le bambole colpendole e rompendole per scoprire che sembrano tutte contentere scheletri umani. Poi però sarà letteralmente “giustiziata” da un plotone di esecuzione di… soldatini. Resta solo il papà da “educare” e saranno i coniugi Hartwicke in persona ad intervenire in aiuto alle bamboline…
Alla fine si salveranno solo Ralph e Judy, gli unici con l’animo innocente di un bambino… Invece sulla parete resano quattro bamboline tanto, ma tanto, somiglianti ai deceduti…
Dolls è sicuramente horror di stampo tradizionale che si rifà alle atmosfere dei film Amicus e come questi rischia sempre di scivolare nel noioso per poi ritrovarsi nei momenti di bizzarria terrorifica e nelle sensazioni vintage della black fairy.
Gae Mistretta su Nocturno lo definisce “ deliziosa favola nera lo conferma (Gordon ndr) gran creativo del fantastique a basso budget(…). Un filmetto geniale con attori poco noti ma tanta magia gotica e riusciti effetti ad opera dei fidi John Carl Buechler e David Allen. (…) il film ha dimostrato l’abilità di Gordon di creare atmosfere da incubo senza lo spreco di effetti speciali più o meno splatter.”
Poco il product placement. Detto della citazione della ROLLS ROYCE, resta il pigiamino di Judy, OSHKOSH, e il cappellino dei CHICAGO CUBS.