Un insegnante che vorrebbe emigrare e fare il cantante all'estero, viene mandato dal ministero ad insegnare per sei mesi in culo ai lupi, nel paese di Lunana (4800 metri secondo il film) senza strade per arrivarci, con più yak che uomini.
"Scortato" da uno da uno degli abitanti del villaggio che in ogni momento si stupisce e diverte per le "scoperte" del giovane professore, come la scelta delle scarpe (che gli erano state vendute come Gore-tex, pessimo product placement, all'inizio del film) per una strada in cui la discesa promessa non inizia (e non inizierà mai), il professore arriva al villaggio ed ha subito il desiderio di ripartire.
Bisognerà aspettare due giorni per riprendere il viaggio e come avrete già capito due giorni basteranno per affezionarsi ai bambini, rimboccarsi le maniche e... trovare l'amore? Certo che si, e anche uno yak.
E qui mi fermo con gli spoiler di un film gradevole che racconta una storia già vista (o letta) decine di volte sotto varie declinazioni. Però c'è un però
Il titolo Benvenuti a Lunana mi è venuto mentre vedevo il film per il più lapalissiano dei collegamenti. Avevo pensato anche alla frase su chi arriva a Napoli e chi parte ma poi sono arrivato alla fine del film.
Chiudete 5 minuti prima pechè (spoiler) l'ultimo titolo era "Come far cadere i coglioni e rovinare un film che comunque fino ad allora si era comportato bene" Avrebbe avuto un 6,5, così un 6 scarso