L’altro film di genere con la G maiuscola (a seguito de I diavoli della guerra) girato da Bitto Albertini nel 1970 è I vendicatori dell’Ave Maria, film western con qualche elemento di originalità ma poi buttato in “vacca” dalla scelta di aggiungere scazzottate immotivate e comicità che stride con il potenziale interesse che poteva avere una storia ambientata nei primi anni dopo il passaggio della California dal Messico agli Stati Uniti.
Infatti l’inizio prende spunto dai grandi film epici dell’epopea western americana con la corsa all’oro in una terra dove i messicani residenti vengono discriminati e trattati da banditi dai wasp americani. Così un assalto alla banca è concepito per incolpare i primi ma un errore fa scoprire che uno degli assalitori è nientemeno che il figlio del ricco proprietario John Parker (Albert Farley/Alberto Farnese) che mette a tacere tutto uccidendo lo sceriffo e facendo una strage in casa di un rivale delle cui concessioni vuole appropriarsi illegalmente. La giovane figlia di quest’ultimo, Cathy Wilson (Helen Parker/Elena Veronese) si rifugerà presso una carovana di circensi itineranti per sfuggire al potente assassino di suo padre.
Abbiamo quindi una gran voglia e una buona aspettativa di vedere un buon spaghetti western. Vi è poi l’inserimento della gente del Circo tra cui primeggia “l’eroe” John (Tony Kendall/Luciano Stella) come elemento di originalità piuttosto interessante.
Poi però lo sviluppo delle vicende (ovviamente Kendall prenderà le parti della ragazza e arriverà allo scontro finale con Parker e i suoi uomini) come si diceva si perde nella voglia di riportare il tutto dall’epico al western tutto sberleffi e scazzottate del prototipo di cui scimmiotta il titolo, I quattro dell'Ave Maria, anticipando il protagonista del genere Enzo Barboni (ma senza avere tra le mani Bud Spencer e Terence Hill). Di suo Albertini ci mette la solita cura nel progettare un attacco alla miniera (quella di dettagliare le strategie di rapine, assalti, evasioni ecc. è una caratteristica costante del regista fin dal suo primo film) e poco altro, il resto lo fanno gli stuntmen…
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