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CINEMA
21 Ottobre 2022 - 09:35

I BAMBINI, IL LEGO E LA PAURA

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Skinamarink (Kyle Edward Ball, Canada, 2022)
I BAMBINI, IL LEGO E LA PAURA

Paranormal activity & Co. portati all’estremo, l’immagine asciugata e portata ad un livello di sgranamento ai limiti dell’invisibile.

Nell’era del 4K e della ricerca della definizione perfetta della visione cinematografica e televisiva, il canadese Kyle Edward Ball va decisamente controcorrente con il suo film Skinamarink in concorso al Tohorror Fantastic Film Festival 2022, e ci restituisce un film del genere “case infestate” in cui ci vengono mostrate solo parti di un appartamento, vecchi spezzoni di cartoni animati in tv e i piedi di due bambini che si aggirano sperduti in una casa in cui i genitori sono scomparsi misteriosamente. Accadranno cose terribili che noi non vedremo perché, appunto, Ball gioca una partita estrema, totalmente anticommerciale, azzerando praticamente la definizione dell’immagine. Ci sono momenti in cui la granulosità è tale che in pratica il film diventa invisibile. Allora i sensi vengono sollecitati a livello cognitivo e uditivo. Mentre ci si lascia andare nel buio “pauroso” della visione impedita, sentiamo solo la ripetizione continua della colonna sonora dei cartoni animati che ossessivamente ci sollecita.

Un film sicuramente sperimentale e coraggioso che nelle intenzioni del regista (espresse in un video di presentazione prima del film) dovrebbe anche essere terribilmente pauroso perché nonostante tutto sempre di un horror si tratta. In verità tutta la parte del genere viene come rarefatta e “raffreddata” dall’operazione visiva e perde quindi la capacità di coinvolgimento perché lo spettatore è chiamato a partecipare altrimenti. Quindi se l’obiettivo era quello di cercare strade nuove e azzardate adattandole al cinema di genere (operazione ripetiamo coraggiosa e per nulla adatta a tutti gli spettatori) tanto di cappello, se invece era veramente quella di spaventare con l’horror di tipo pov o found footage (di cui estremizza lo stile pur non appartenendovi) non ci sembra altrettanto riuscita (anzi ogni tanto la noia tipica di questo genere di film non è evitata).

Ma pensiamo che il regista nell’introduzione al film non ce la conti giusta…

Parte importante della visione della casa sono i giocattoli dei bambini e principalmente le costruzioni con il Lego che potremmo rilevare come unico product placement (probabilmente non remunerato…) del film se non vogliamo considerare le videocassette della mitica BASF…

Stefano barbacini

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