Il Texas, da Dallas a Leatherface, è sempre stato un buon posto per uccidere. Ne sa qualcosa l'agente Brian Heigh (Jeffrey Dean Morgan) che è alla caccia di un serial killer che si diverte a sequestrare, torturare e uccidere giovani, meglio se giovanissime, ragazze ed abbandonare poi i corpi mutilati all'interno della palude maledetta.
Per far questo è costretto a frequentare la peggior feccia che gira da quelle parti, come la battona del paese che vive con un figlio mezzo (se non tutto) scemo e con una figlia (Chloe Grace Moretz) che è costretta a vagare in continuazione ogni volta che la madre accoglie a casa branchi di clienti. A fare da angelo custode alla ragazzina è proprio Brian che cerca di aiutarla e di offrirle qualcosa ogni volta che la trova in giro per strada.
Un giorno la ragazzina viene rapita e Brian comincerà così un'estenuante ricerca che lo porterà all'interno delle paludi con il rischio di essere a sua volta ucciso dal killer o dalla natura stessa.
Film decisamente interessante (anche se non fenomenale), il secondo lavoro della figlia di Micheal Mann (Ami Canaan Mann) è un poliziesco che costringe i due detective (Heigh e il suo compagno Mike, interpretato da Sam Worthington) ad un viaggio infernale (anche mentale) fra paludi sia naturali che umane. Si sente costantemente un caldo soffocante che ricorda film del calibro di Angel Heart, Missisipi Burning e il recente Resolution. Forse per questo anche che il product placement presente è di carattere alcolico, a cominciare dalla birra pilsner. Fra gli altri auto ed una scena al supermercato con la Moretz per la quale nessun prodotto viene messo particolarmente bene. Non è questa però la peggiore pecca: non cercate di indovinare chi è il serial killer, lo azzecchereste subito