Skyline, un piccolo miracolo di cinema autoprodotto fortemente voluto dai fratelli Strause che ne hanno curato la regia e gli FX con la loro società Hydraulx (che lavorerà in seguito anche sul kolossal Battle: Los Angeles, sempre in tema di invasioni aliene), e che dimostra che ancora oggi è possibile realizzare buoni prodotti partendo da budget ridotti rispetto allo standard dei blockbuster strappamutande e scalacquamilioni hollywoodiani. Filmazzo di genere votato al più puro intrattenimento, ligio ai canoni Sci-Fi classici con gli invasori alieni, brutti sporchi e cattivi, che nessuno capisce perchè abbian deciso di devastare il nostro bel pianeta. Ma non rozzo ed ingenuo come i megamovie stile Indipendence Day, Skyline ci regala anzi dei buoni momenti di intrattenimento e qualche spunto originale, il tutto in salsa di paranoia aliena e con un bad ending che però lascia supporre un futuro sequel (a cui gli Strause Bros han già dichiarato di voler lavorare). Unico appunto da fare nel mirabolante comparto degli effetti visivi sono forse alcune creature aliene robotiche, le "seppie", che ricordano davvero tanto (troppo) i robot tentacolari protagonisti di Matrix. Per il resto si da il via alla battaglia tra i pochissimi sopravvissuti umani e l'infame orda aliena. Oltretutto è notevole mostrare la maggiorparte degli eventi e della battaglia in piena luce del giorno, cosa che conferisce un certo realismo visivo alla vicenda, anche grazie ad una fotografia asciutta e quasi da documentario, che si contrappone alle spesso ridondanti postproduzioni dei kolossal fantascientifici moderni. In questo l'approccio estetico al film ricorda molto quello del bellissimo District 9. Riscontriamo nella pellicola alcuni brand in bella mostra, che vanno dalla macchina fotografica reflex Canon del protagonista Jarrod (il marchio è visibile sulla cinghia della macchina) ad un comparto di autovetture di tutto rispetto. Vediamo quindi una Rolls Royce, passando poi alla berlina Mercedes della bionda Candice con cui si cerca di forzare l'assedio alieno al condominio di lusso dove si svolge gran parte della vicenda. Ma il tentativo di fuga più glamour è quello di Terry, l'amico di Jarrod (che ha fatto fortuna con gli effetti speciali per il cinema), che lo vede impegnato con una Ferrari F430 cabrio, che ci viene peraltro già ampiamente mostrata nelle scene d'apertura del film. Ma, ahimè, il capolavoro della casa di Maranello verrà accartocciato immediatamente come una lattina da un mostrone "rospo" in agguato. Resta comunque quello di Ferrari il miglior piazzamento effettuato nel film. E una volta tanto attendiamo con ansia il sequel, popcorn e birra alla mano, per sapere se e come avrà fine l'occupazione aliena della terra e se ci sarà una riscossa della razza umana.