Per il Japanese Film Festival Online 2022 è stato visto ReLife film a metà fra la commedia giovanile e la fantascienza tratto da un anime dell'anno prima che a sua volta era stato tratto da una manga.
Arata Kaizaki è un ventisettene sfigato. Laureato a pieni voti non ha un lavoro, un amore e quindi uno scopo per vivere. Così mentre sta pensando il suicidio gli si avvicina un uomo che non gli propone di rivivere tutta la sua vita senza di lui, ne di giocare a un due tre stella con una bambola gigante, ma più semplicemente di prendere una pillola alla Matrix che lo farà tornare adolescente all'ultimo anno di liceo.
L'esperimento dura un anno e questo gli permetterà, una volta ritornato ventisettenne, di ripartire con una nuova vita,
Lui in un qualche modo accetta e con un barbatrucco viene rimesso in una classe con i problemi scolastici di tutti i giorni: dai compiti in classe alle gite fino ai rapporti problematici fra i compagni, mentre i promotori dell'esperimento osservano sia da vicino che da lontano.
Ma la fantascienza, se così si può catalogare il film, è solo marginale. Quello che più importa sono la consapevolezza della nuova vita, non solo sua (spoiler facilmente intuibile) perchè a sua insaputa c'è anche una ragazza che sta facendo la stessa esperienza, che lo aiuterà nuovamente a maturare.
Ci sono poi le contrapposizione fra lui "anziano" con gli adolescenti che non possono fumare mentre lui ha le Six Stars (strano product placement visto che esistono le Seven Stars), che ha più soldi degli altri, che vive da solo e in casa ha dei floppy disck.
Classico per il cinema giovanile giapponese per un film che tenta di inserire un elemento extra non riuscendoci sempre. Visto le premesse ci si sarebbe aspettato di più.