“I petits rats erano ragazzine fra i tredici e i quindici anni, figuranti nel corpo di ballo (…) erano guatati e sorvegliati da due opposte potenze, prontissime a negoziare: i corteggiatori e le famiglie. I corteggiatori erano signori in rendigote nera, con tuba, per lo più con barba nera o brizzolata, talvolta appoggiati a bastoni o ombrelli. Spesso erano nobili o falsi nobili – o altrimenti funzionari o finanzieri o redditieri. O qualcos’altro che desse una qualche garanzia patrimoniale.”
Questo brano da “La folie Baudelaire” di Roberto Calasso (Adelphi) ci fa entrare appropriatamente nell’ambientazione dell’ultimo film muto francese di Feyder, Les nouveaux messieurs, satira sociale che prende di mira i ricchi politici più interessati a cercarsi una favorita tra le ragazzine della danza che non alle vicende della nazione.
Quello che accade dietro le quinte del teatro dove si esibiscono le belle giovinette spesso immortalate da Degas ci dà indirettamente segnali dela lotta sociale che nei primi anni del novecento si stava inferocendo in Francia (e non solo). Vi troviamo il capo elettricista in tuta da lavoro Jacques Gaillac (Albert Prejean decisamente in ruolo) opposto al conte Grandpre (un grandissimo Henry Roussel) pigmalione della danzatrice Suzanne (Gaby Morlay in un’interpretazione “moderna” ma un po’ troppo avanti con l’età per interpretare una danzatrice in cerca di consacrazione) che ben si lascia “coccolare” dall’anziano per ottenere i propri vantaggi (ricchezza e speranza di carriera). Gaillac, anch’esso di lei innamorato, e Grandpre porteranno il loro scontro personale sul piano politico, infatti il primo diventerà deputato della sinistra da sindacalista e Grandpre leader della destra. Gaillac diventato ministro del lavoro perderà di vista i suoi principi di onestà e vita libera per adeguarsi ai privilegi del politico arrivato (cercherà di conquistare Suzanne raccomandandola al Thatre National de Paris nonostante la sua totale incapacità e si trasformerà in un perfetto politico in tuba). E Suzanne in tutto questo? Capirà di essersi innamorata di Gaillac ma non del ministro del lavoro, ma dell’elettricista, quello così diverso da Grandpre, e al momento di dover decidere chi scegliere tornerà da Grandpre perché tra i due ormai diventati uguali almeno quest’ultimo le dà più affidamento…
Satira al vetriolo che massacra i sentimenti di ingenuità e amore per dipingere una società cinica fino al cortocircuito tra Camera dei Deputati e palcoscenico mostrato nella sequenza (per cui il film ha rischiato il sequestro) del sogno di un deputato sui banchi dell’aula politica che vede tutta la Camera invasa da giovani danzatrici con le loro scarpette, le loro gonnelline e le loro calzamaglie su giovani gambette.
Product placement per ROLLS ROYCE di cui fanno sfoggio i ricchi politici a caccia di ballerine e apparizione di varie testate di quotidiani, principalmente PETIT PARISIEN ma anche FIGARO (il giornale letto da Roussel). Qualche location placement come il negozio di Menuiserie OMER BEDEL.