Questo film canadese in concorso al Tohorror edizione 2023 è stato presentato in sala come uno dei migliori thriller psicologici degli ultimi anni. Les chambres rouges del canadese Pascal Plante in effetti lo è!
Inizia come un processual su un uomo accusato di aver girato snuff movies violentando e massacrando tre ragazzine minorenni (con un paio di piani sequenza tutti all’interno dell’aula processuale con il rimpallo tra difesa e accusa che subito fanno temere qualcosa di noioso…) per poi spostarsi sulla figura della protagonista, ossessionata dal processo e dai crimini, esperta informatica, hacker e attratta dal lato oscuro del web e della vita in generale.
E’ una modella che ha fatto la sua fortuna giocando al poker online, solitaria e terribilmente attratta dall’orrore, dal proibito. Il film ci presenta questa figura oltre i limiti del patologico per interrogare la società odierna, e noi tutti, sui limiti del lecito, sul desiderio di vedere oltre i limiti del guardabile, sull’attrazione per il proibito e sulla vita irreale che la gente si costruisce nel web dove si pensa di non toccare la vita vera e quindi di poter esplorare l’orrore senza esserne toccati fisicamente.
Le Red Room richiamate dal titolo sarebbero “stanze” in cui vengono girati snuff poi venduti nel dark web per la visione di depravati (danarosi) attirati dall’osceno e dall’orrore vero. Ma il discorso imbastito da Pascal Plante non è direttamente e solamente interessato al lato noir e thriller della vicenda ma si sposta sulle reazioni del pubblico e soprattutto delle due ragazze che tutti i girni del processo dormono per strada per poter essere le prime della coda ad entrare nell’aula dove si svolge il dibattito. Oltre a Kelly-Ann, la modella di cui abbiamo già detto, vi è anche un'altra ragazza, Clementine, certa che il “mostro” imputato non sia tale e della sua innocenza, una di quelle solitarie ragazze che si innamorano a distanza dei condannati o sospettati di truci omicidi.
Insomma un intreccio di situazioni e uno svolgimento che ci fa immergere nel malsano, nel lato peggiore dell’essere umano. Nel brodo andato a male delle pulsioni umane.
Tante le tv che appaiono nel film dato l’argomento continuamente mediatico, tra cui spiccano Metropole (se non altro anche per il periodico con lo stesso nome), CN24 e TVN. Il product placement del film trova però il suo apice per Duck Duck Go, motore di ricerca utilizzato lungo tutto il film dalla protagonista Kelly-Ann.
Voto: 7,5