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CINEMA
20 Agosto 2016 - 18:27

DIARIO VISIVO

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Vic + Flo ont vu un ours (Denis Coté, Canada, 2013)
DIARIO VISIVO

Denis Coté è un regista canadese al suo terzo lungo (in verità quest'anno è uscito il suo quinto ma pur essendo del 2013 in Italia Vic + Flo è inedito come il resto della sua filmografia, compreso quel Curling che ha vinto a Locarno nel 2010) autore di opere fuori dagli schemi: narrazione rarefatta, indecisi tra fiction e documentario, storie incompiute.

Vic + Flo una storia l'ha, parla di due donne una anziana ed una di mezza età, che si ritrovano in libertà vigilata confinate nella casa di uno zio di Victoria, una casa isolata ai bordi di un bosco canadese. Sappiamo che hanno un rapporto lesbico (probabilmente maturato in carcere), un passato fuori dalla legalità (di cui sapremo solo che Victoria è stata condannata all'ergastolo) e che ad un certo punto questo, il passato, si ripresenta sottoforma di una donna, accompagnata da un nero dalle velleità artistiche ma che vive di violenza, a cui probabilmente Florence ha fatto qualcosa anni prima e che implacabilmente e senza pietà arriva a prendersi la sua vendetta.

Lo squardo dolente del regista si poggia su queste due donne in cerca di sostegno l'una con l'altra e che sanno di essere in un cul de sac da cui difficilmente riusciranno ad uscire. Florence, più giovane, in realtà ha progetti di fuga, scende spesso in città dove incontra biblicamente un paio di uomini (ci tiene a precisare che a lei piaccioni anche i maschi) e vuole andarsene per avere una sua vita. Ma per loro pare sia troppo tardi poter tornare alla normalità e liberarsi del passato.

E' un film impregnato di morte (terribile il personaggio dello zio muto e immobile su una sedia a rotelle) ma nonostante tutto che si lascia guardare con piacere fino al drammatico finale in cui le due donne si troveranno letteralmente e definitivamente intrappolate. Il regista in un'intervista rilasciata ai Cahiers: Alla fine amo molto questa atmosfera di fatalità e di grottesco che chiude il film. Anche chi scrive.

Le due attrici che interpretano le protagoniste sono una star del cinema e della televisione del Québec (Pierrette Robitaille da noi totalmente sconosciuta che, a detta del regista, ha sorpreso molti prestandosi ad interpretare questo piccolo film) e quella Romane Bohringer (figlia dell'attore francese Richar Bohringer) che ricordiamo giovane e bellissima in Notti selvagge e in Poeti dall'inferno e ritroviamo un quaro di secolo dopo "rugueuse, avec du sex-appeal" (D.Coté).

Product placement sicuro quello della LACOSTE (ringraziata alla fine e maglietta indossata dal giovane incaricato di controllare il comportamento delle due donne), da verificare quello della JEEP che pure è presente. Abbiamo poi una CLUB CAR, macchina per i campi da golf che è una brand Ingersoll Rand, con cui si sposta Florence per andare in città. AIRGO è il bastone che sorregge la donna quando si ritrova con una gamba rotta. Pure importante il piazzamento della MAGNUS POIRIER, ditta di onoranze funebri di Montreal. Chiudiamo con il location placement del Ristorante di cui non vediamo l'insegna ma ben inquadrata in una scena di dialogo è la pubblicità del suo Brunch domenicale con tanto di numero di telefono.

 

 

Stefano Barbacini

Vic + Flo ont vu un ours

Regia: Denis Cote
Data di uscita: 04/09/2013

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