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CINEMA
20 Agosto 2012 - 19:45

MAGNIFICA PRESENZA

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i cornetti del Pastificio Andreotti
MAGNIFICA PRESENZA

MAGNIFICA PRESENZA – Ferzan Ozpetek (2012)

Inizio gotico, quasi horror, con sviluppo da commedia e finale da dramma storico. Comme toujours Ozpetek rimesta il cinema che fu per partorire un opera popolare dal sapore retro (echi di ‘Ultimo Metro’ e ‘Fantasmi a Roma’ i più evidenti).

Il protagonista è un pasticciere, naturalmente gay, interpretato da Elio Germano, che decide di andare a vivere da solo in una vecchia casa aristocratica.

Nella casa “abitano” però dei fantasmi (che non sanno di esserlo) visti solo da lui. Si tratta di una compagnia di teatro che crede di vivere negli anni della seconda guerra mondiale.

Naturalmente il nostro verrà preso per pazzo un po’ da tutti (a cominciare dalla cugina con cui ha un rapporto quasi incestuoso) e, altrettanto naturalmente, si darà da fare per scoprire il mistero di questi fantasmi…

L’intero plot è costruito ai fini di ragionare sul problema dell’identità, del vivere reale contrapposto alla finzione.

Si tratta infatti di un esponenziale rappresentazione del dualismo persona/personaggio, realtà/rappresentazione.

Si parte dal protagonista che è un gay sui generis, infatti non riesce a dare corpo al suo orientamento sessuale (“non riesco ad essere gay, figuriamoci se riesco ad essere eterosessuale”) e si “inventa” una relazione del tutto irreale con un fustacchione che tormenta di messaggi e da cui non è minimamente considerato. Inoltre è un garzone di pasticceria (“faccio solo i cornetti”) ma vorrebbe essere attore (quindi interpretare).

All’incontro con i fantasmi tutto ciò si amplifica, non solo perché questi si credono reali e invece sono quel che sono, ma anche perché a loro volta sono attori e quindi hanno sempre interpretato una parte sdoppiando le loro vite di persone reali.

Per ampliare ancora di più il discorso nella vicenda si inseriscono vari travestiti (emblema di individualità alla ricerca di un’identità, costretti giornalmente a camminare sulla linea che separa il vero dal falso).

Il gioco gestito da un autore realmente interessato ad un discorso teorico (fosse stato in mano, ad esempio, ad un Truffaut ne avrebbe fatto un esercizio di stile delicato, in mano ad un Haneke sarebbe stato portato all’estremo senza una via d’uscita) poteva diventare un’opera maggiore, in mano ad Ozpetek si diluisce in commedia (senza aver la classe di un Pietrangeli, anche perché il buon Fiorello non ha certo quella che fu di Mastroianni…) e poi in dramma tra lo storico e il sentimentale giusto per non perdere qualche spettatore.

Purtroppo le qualità registiche di Ozpetek (che pure dimostra di avere ad esempio nell’inizio quasi sperimentale e nella scena del postribolo omosessuale a cui capo troviamo Mauro Coruzzi/Platinette con sottofondo di musiche orientali e atmosfera quasi underground) si nascondono dietro la voglia di non scontentare nessuno e di andare incontro al pubblico che da tempo lo considera uno dei nostri autori di punta (evidentemente ha ragione lui se no chissà se lo farebbero lavorare…).

Solitamente avaro di product placement, almeno esibito perché la lista dei ringraziamenti a case di abiti e ditte è lunga, come in “Mine Vaganti” (là era il Pastificio Catone) anche qui l’unico vero piazzamento in vista è la PASTICCERIA ANDREOTTI, luogo di lavoro di Germano. Abbiamo anche SAMSUNG nei ringraziamenti finali.

Stefano Barbacini

Magnifica presenza

Regia: Ferzan Ozpetek
Produzione: Fandango
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 16/03/2012
Brand:
Samsung

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