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CINEMA
20 Agosto 2010 - 22:36
Barba e Dintorni
PONT DU NORD
Primi anni '80. Epoca di passaggio tra la grande utopia settantottina e lo yuppismo degli anni '90 (di entrambe le cose paghiamo le conseguenze ora, ma questa è un'altra storia...). Due donne (interpretate da madre e figlia nella vita vera, Bulle e Pascale Ogier) ?senzatetto? si trovano tra le macerie di Parigi in piena demolizione per la conseguente ricostruzione con le grandi opere progettate per quegli anni. La più attempata si porta dietro anni di lotte politiche, terrorismo e prigione (ha rapinato ?per la causa? una filiale del CREDIT LYONNAIS). La giovane è una vagabonda in giaccone di pelle e blue jeans allo sbando, novella Don Chisciotte contro un mondo che non capisce e dove non trova più ideali. Lotta per sfuggire al controllo dei mass media che stanno esplodendo in quegli anni e che porteranno alla società mediatica moderna. La sua è una lotta impari e folle contro i cartelloni pubblicitari da cui toglie a coltellate gli occhi delle modelle. Si incontrano anche due tipi di cinema, quello d'autore che trova espressione nella recitazione misurata e molto ?nouvelle vague? di Bulle e quello spettacolare in cui la Pascale si inserisce con un acting nervoso e teatrale, a tratti violento e con le mosse delle arti marziali. Le due vengono catapultate nel McGuffin del film, una trama noir (il noir potrebbe essere il trait d'union tra il due tipi di cinema perchè esplorato da entrambi) in cui l'ordine istituito è rappresentato da un François Stevenin a cavallo di una moto YAMAHA in lotta con il disonesto (in tutti i sensi, infatti oltre ad essere un poco di buono inganna anche la Bulle Ogier che ne è innamorata) Pierre Clementi, che insegue per tutto il film nascondendosi dietro i fogli di LIBERATION e seduto ad un bar in cui pubblicità COCA-COLA sono evidenti in ogni dove. Le due donne cercano una via tra i rottami delle demolizioni e le gru POCHAINE seguendo il percorso del ?GIOCO DELL'OCA? che, al contrario della vita, permette, una volta finiti sulla casella della ?tomba?, di tornare al via e di ricominciare da capo. Per Marie Laffè (il personaggio interpretato da Bulle) niente di tutto ciò è permesso, anzi sarà proprio il suo passato e l'uomo della sua vita a darle la morte, definitiva senza riscatto, mentre a Baptiste (Pascale O.) non resta che lottare contro draghi di metallo e sfidare in un gioco poco serio Max (e tutti i Max di questo mondo) a colpi di pistola e mosse di Kung Fu.
Stefano Barbacini
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