Alla ricerca di sempre nuovi inediti, di film di nazioni poco presenti nelle programmazioni dei nostri cinema e, ahimé, anche delle nostre televisioni, mi procuro la visione di una piccola gemma croata dell'ormai sessantenne Branko Schmidt, autore che molto ha lavorato nel suo paese ma di cui nulla è arrivato sugli schermi italici.
Consigliato dalla benemerita Scanners (appendice utilissima di Filmtv per la ricerca di pellicole meritevoli ma non distribuite), il film Cannibal vegetarian non è un horror in cui un cannibale sta male dopo essersi cibato delle carni di altri esseri umani perchè si scopre vegetariano come farebbe supporre il titolo, ma il protagonista è forse peggio per quantità di efferatezze morali e perchè è, purtroppo, molto più vicino alle "normali" debolezze umane che non un cannibale (per fortuna non così facilmente rintracciabile nella vita comune).
Danko è un ginecologo vegetariano (ma è l'unica, ipocrita, morigeratezza del nostro), drogato, maschilista, scommettitore accanito, collaboratore con la mafia per aborti illegali, corrotto e corruttore (si fa coprire per alcuni "errori" da colleghi compiacenti pagando bustarelle), nonostante ciò in grado di diventare il primario di ginecologia di uno dei più importanti ospedali della città.
Senza scrupoli (fa abortire una donna dicendole che ha una gravidanza isterica per fare un piacere all'amico spacciatore di droga, fa credere ad un'altra di avere problemi e di dover rinunciare alle vacanze solo perchè si è presentata fuori dall'orario di visita...), vigliacco (accusa regolarmente i suoi collaboratori per i suoi errori), stronzo con le donne (insidia regolarmente le proprie sottoposte umiliandole se lo rifiutano), maniaco del fisico e amante del lusso (non si accontenta dell'OPEL ma appena ha soldi dalla mafia si procura una MERCEDES nuovissima). E' il ritratto neanche tanto esagerato dei potenti di tutto il mondo, quelli che piano piano lo stanno fottendo (ci stanno fottendo).
Schmidt (ma anche Ivo Balenovic che ha scritto il romanzo da cui il film è tratto) "dà forma a un disagio più profondo, che ha radici nell’azzeramento del valore della vita (dunque, della sessualità) e si ramifica intaccando la fiducia nelle istituzioni, nei valori, nell’uomo" scrive Claudio Bartolini su scanners. Le vittime sono i pazienti, le prostitute, le donne in generale. I deboli.
Il film è girato in maniera moderna e nervosa, la camera non è praticamente mai ferma e dà bene il senso del caos della vita del protagonista.
Product placement incentrato principalmente sulle auto di cui si è detto, poi abbiamo SUPER SPORT dove il nostro scommette, l'I-PHONE, una maglietta ADIDAS en passant e per finire strumentazione ROLAND (Danko per scacciare dalla mente scintille di rimorso mangia mele e si sfoga suonando la batteria a casa sua).