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CINEMA
20 Febbraio 2024 - 23:29

IL CHEESEBURGER RIVOLUZIONARIO

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The menu (Mark Mylod, Usa, 2022)
IL CHEESEBURGER RIVOLUZIONARIO

Avete mai avuto voglia di mandare a quel paese quelli che vi dicono che val la pena spendere centinaia di euro per un pasto, in cui si mangiano cose astruse in quantità minimali, con la motivazione che quella è arte e il cibo va solo assaggiato, non mangiato? Che solo chi è raffinato (e ricco) può apprezzare i ristoranti stellati di nouvelle cuisine? Mandarli a quel paese e mangiarvi un unto hamburger con formaggio, cipolle e salse? Oppure una di quelle cene economiche e abbondantissime in qualche osteria che la guida Michelin neppure si degna di prendere in considerazione? In questo caso The menu fa decisamente per voi.

Un gruppo di facoltosi personaggi (le cui magagne verranno impresse con un’innovativa stampante biologica su tortillas che accompagnano un piatto di pollo) si presentano ad una cena esclusiva su un isolotto in mezzo all’Oceano sapendo di dover pagare ben 1200 dollari a testa per assaggiare sapori unici forniti dallo chef Julian Slowik (Ralph Fiennes). Vi sono dirigenti d’azienda che emettono fatture false, una coppia di ricchi snob per cui l’esclusività della scelta è prioritaria rispetto al cibo, una famosa critica gastronomica che in passato ha lanciato grazie alle sue recensioni la carriera dello chef, un famoso attore (John Leguizamo) di Hollywood ed infine vi è l’anomala coppia formata da Margot (Anya Taylor-Joy) e Tyler (Nicholas Hoult). Lui è un fanatico del cibo artistico (divoratore di riviste e programmi televisivi di cucina) e si ritrova in paradiso da fan di chef Slowik, lei una ragazza alla buona ingaggiata da lui (perché non si accettano clienti singoli) e che da subito si trova a disagio nel ristorante, unica coscienza critica del borioso cuoco.

La cena diventa performance drammatica quando un assistente del cuoco si immola davanti a tutti. Il black humour pervade il proseguirsi della serata, l’ironia contro questi personaggi che si sentono al di fuori del viver comune della gente “normale” sta per arrivare al culmine finale, alla distruzione totale, traguardo quasi obbligato per una società che non riconosce più sé stessa. E in tutto ciò la speranza è proprio Margot (che non si chiama neppure Margot), infiltrata suo malgrado in mezzo ad un’elite vergognosa il cui atto rivoluzionario è quello di chiedere un cheeseburger, cibo “proletario” e insulto/rivolta alla cucina concettuale (c’è una portata a base di pane… senza pane… ad esempio).

Film grottesco e allo stesso tempo “politico” che non si prende troppo sul serio ma con ferocia che lo potrebbe accomunare al Triangle of sadness di Ostlund. (voto 6/7).

Nessuna marca nel film, ma ci sono citazioni per Rolex e Sony, product placement parolaio.

STEFANO BARBACINI

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