“Cultissimo e poverissimo” ma “Divertente” lo definisce il Giusti nel suo Stracult. In effetti il buon Bitto Albertini si inventa, tramite una coproduzione spagnola girata con attori e “lottatori” venezuelani per lo più a noi sconosciuti, un film di serie Z sdoganando i supereroi nel cinema italiano (cosa che lui continuerà nella serie comico-avventurosa dei tre supermen negli anni successivi).
In realtà Goldface non è propriamente un supereroe, è vero che ha una maschera e quindi una doppia identità (lo scienziato doctor Vilar e il lottatore di lucha libre Cara de oro) ma non ha superpoteri a parte pugni potenti, senza avere il fisico di Bud Spencer (l’interprete è il venezuelano Espartaco Santoni). Il nostro eroe si trova a dover fronteggiare un nemico, anch’esso dalla doppia identità, che si fa chiamare il Cobra e per ottenere finanziamenti per dominare il mondo (Bitto puntava sempre in alto…) comincia a distruggere fabbriche e a rapire le figlie di industriali per ricattarli. A tutto ciò si oppone Goldface aiutato dall’imponente spalla di colore Lotario (cosa che, leggo su wikipedia, è stata additata da alcuni come razzista), chiaro omaggio al compagno di avventure di Mandrake.
In effetti è proprio il mondo del fumetto che in molti dei suoi film mostra interessare Albertini e, in un periodo in cui si riusciva a produrre di tutto, il cinema popolare a “zero” budget trovava spazio anche per queste idee bislacche e pop. L’ispirazione al nostro oltre che dai fumetti supereroistici arriva sicuramente anche dall’aver visto il successo in Sudamerica dell’eroe messicano “El Santo” anche lui lottatore di lucha libre che lo vedeva combattere contro cattivi di ogni sorta (anche se in Golface mancano i mostri…).
Al film si fa fatica ad arrivare in fondo perché è un susseguirsi di scazzottate e incontri di lotta che alla lunga un po’ stanca, ma resta questa voglia di ricercare un look da comics (le maschere, le tute, il vestito e le effigi del Cobra…) e divertire il pubblico che ne condivide la fruizione.
Le immagini degli aerei della compagnia di linea Venezuelana Viasa e lo Sheraton Hotel più che vero product placement probabilmente è un ringraziamento per la loro collaborazione.