Prendete Lourdes di Jessica Hausner e fatene un mistery che parte da una delle tante guerre del sud del mondo con la morte di un fotografo di guerra per arrivare fino ad un paesino sperduto tra le Alpi francesi dove una ragazzina ha visto la Madonna, mistero che intrecciandosi con la morte di una madre mussulmana e la sparizione della figlia di questa, si ricollega con la vicenda iniziale. Il tutto tenuto insieme dall’indagine di cui è incaricato l’amico e collega del fotografo morto, Jacques (un Vincent Lindon impeccabile), indagine canonica con convocazione che arriva dal Vaticano.
Questo è L’apparizione di Xavier Giannoli, regista francese che meriterebbe più attenzione, un film che si getta tra i misteri della fede immergendoli nella realtà odierna in cui agli orrori del mondo si cerca di ovviare dando speranze “spettacolari” in cui la fede viene venduta sui banchi dei mercatini.
Il film fa del genere un mero espediente per ricercare una via autoriale che ritroviamo tutta nella figura della giovane novizia protagonista dell’apparizione, delicata e sofferente figura vocata al martirio estrapolata da qualche opera tra Bresson e Rivette. Galatea Bellugi (già misteriosa Natasha in Il ragazzo invisibile seconda generazione) ha tutte le caratteristiche per poter diventare un’attrice di culto con quegli occhi e quel viso non più bambina ma non ancora donna e quello sguardo sornione che cela pericolosa intelligenza.
Un film non perfetto perché si trascina un po’ troppo e cerca li colpo di scena a tutti i costi ma denso e mai banale, quel tanto che basta per farne opera da vedere e forse anche rivedere.
Il product placement aperto da TOYOTA, fuoristrada in zona di guerra, trova il suo culmine in Ouest-France giornale per cui lavora Jacques ma buona visiblità hanno anche Google e Skype usati più volte da un computer HP. Finiamo con Toshiba (attrezzature mediche), Ford (trattore) e con il ristorante Uni Wok.