Un architetto americano arriva a Roma per organizzare una mostra dedicata all'architetto Etienne Louis-Boullee.
E' ossessionato dalle sue opere ovali e tutto il film come ogni opera di Greenaway ruota intorno allo stile architettonico, alle cose ovali e alle fonti di ispirazione di un architetto quasi dimenticato e che lui vuole rivalutare (torta, Pantheon, la mela di Isac Netwon, lo stomaco, la gravidanza) e a quelle che lui ha ispirato (gran parte del film si svolge all'Altare della patria).
In Italia, però, i lavori della mostra vanno a rilento e si fatica a trovare i soldi. La moglie è incinta e lui è convinto che lo stia avvelenando così come aveva fatto Livia con Augusto. Da questo momento comincia la sua fase distruttiva.
Per il resto tutto il Greenaway che conta: acqua, volo, numeri, disegni e quant'altro. Giuste anche alcune battute come: "Sono venuto a vedere la tomba di Augusto" "Si, ma lui non è in casa". Classiche della "demenzilità latente del regista"
Perfetto anche se è il meno interessante fra i primi lungometraggi di Greenaway. E per quanto riguarda il product placement solo una povera (in tutti i sensi) Mercedes.