Il bene (Rita Campisi) e il male (Paolo D'angelo) si danno appuntamento a Peschiera del Garda per osservare se gli uomini possono salvarsi oppure no. Appena arrivati incappano in un rave dove uno si sta facendo una pera e due, con una bottiglia di Keglevich in mano, stanno violentando una.
Intanto ci sono spacciatori che devono dei soldi ad una sorta di megamafioso che li costringe ad una gara illegale in moto sullo stile Fast and Furious. Ma intanto c'è anche la ragazza slava portata in Italia con la scusa di un lavoro sicuro buttata sulla strada a fare la puttana che finalemte riesce a riscattarsi ma finisce a lavorare presso un architetto maniaco che tenta di violentarla. Manca altro? Si: rapporti disastrosi con i genitori, furto, investimento di ciclista da parte di pirati della strada, tentato suicidio, ragazza rapita. In pratica un covo di immoralità e delinquenza che neanche La Paz
Il tutto in 75 minuti di film nel quale il regista Moroni (qui anche attore), sempre attento ai problemi sociali, mette in scena un po' tutto il suo stile "pubblicità progresso" .
La cosa strana, ma nello stesso tempo divertente è che il film fa avuto l'avvallo oltre che dalle istituzioni (comune, dipartimento giustizia minorile, istituto formazione personale) anche di molte realtà locali (Zappalà, Pub Gasoline, Scuderia Corvette etc) che hanno fornito i set per situazioni che non erano proprio edificanti, come la concessionaria di moto è che la sede del boss della malavita o la società di trasporti che già che c'è trasporta droga.
Grandissimo. Da studiare.