June è una bambina che sogna di costruire un enorme parco di divertimenti comandato dai suoi amici animali (peluche) e lo costruisce anche mettendo il percorso di un'incredibile roller coaster in casa sua e nelle case dei vicini.
E qui mi fermo ai primi dieci minuti di film, sommerso dalle grida esaltate di tutti i piccoli spettatori in sala che spero vivamente abbiano cominciato a casa a distruggere gli appartamenti nella speranza di costruire un'analoga montagna russa fra il loro appartamento e quelli dei poveri vicini. Questo sarebbe un grandissimo product placement.
Finiti questi primi 10 minuti la piccola scopre che la madre ha un brutto male ed è costretta ad andare in ospedale, si deprime, smonta il luna park e continua ad essere triste, finchè un giorno gli abitanti di Wonder Park riescono a contattarla e a farsi aiutare a ricostruire il parco che stava andando in rovina. Alla fine tutti sono contenti, lei recupera la felicità e anche la mamma (spoiler) guarisce.
Un tedio lungo altri 75 minuti.
Nonostante il trailer, Wonder Park, per i grandi, ormai abituati ad altri generi di cartoni che strizzano l'occhio soprattutto a loro, è una delusione su tutti i fronti. Certo va benissimo per i bambini, ma la storia è talmente banale che è quasi paragonabile a quelle di Peppa Pig