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CINEMA
18 Agosto 2026 - 10:20

POLLO FRITTO KFC E CINEFILIA HORROR

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Camp Miasma: adolescenza, sesso e morte (Jane Schoenbrun, USA, 2026)
POLLO FRITTO KFC E CINEFILIA HORROR

L’amore sconfinato e pericoloso per il cinema, coinvolgimento emotivo e sessuale di fronte allo schermo in Teenage sex and death at Camp Miasma (che uscirà presto in Italia con il titolo Camp Miasma: adolescenza, sesso e morte) in concorso al Neuchatel Fantastic Film Festival 2026. Una specie di saggio filmato sul genere slasher che richiama con un film nel film, omaggio e ossessione, dal titolo Camp Miasma, ovvero il primo capitolo di una saga, uscito più di trenta anni prima, che le due protagoniste di Teenage sex… guardano assieme. Una specie di replica di Venerdì 13 (di cui richiama ambientazioni e vestiti) evidente riferimento principale per la regista newyorchese Jane Schoenbrun (autrice di quel I saw the TV glow che vinse anche un premio al NIFFF 2024).

La protagonista è una regista, Kris (Hannah Einbinder) che fin da bambina è ossessionata dal film originale di questa saga fittizia (oltre a quella di Venerdì 13 è citata anche quella di Nightmare), Camp Miasma, ed ora, la cineasta sessualmente “poliamore”, ne vorrebbe fare un remake in versione politically correct, una versione in cui le donne e gli omosessuali non vengono discriminati. Per far questo vorrebbe nel film l’ormai sessantenne Billy, l’attrice protagonista di quel primo film della saga, interpretata da Gillian Anderson che riesce a non sfigurare in un ideale confronto con la Gloria Swanson di Viale del tramonto. L’attrice si è ritirata subito dopo quell’interpretazione a vita privata ed ora vive isolata in una casa sita proprio nel campo originale dove era stato ambientato Camp Miasma! 

Tra le due si instaura un rapporto molto ambiguo, anche sessuale, in cui la critica da parte della regista finzionale Kris ad un tipo di cinema fondamentalmente sessuofobico e misogino come lo slasher, diventa dicotomia con l’attrazione morbosa della regista stessa per l’assassino di cui vorrebbe essere vittima abusata e carnefice allo stesso tempo (sarebbe interessante sapere quanto di autobiografico c’è nel film della regista Jane Schoenbrun…). Un cinema che sbrigativamente l’anziana, ma ancora attraente, attrice liquida come solo “carne e fluidi” senza altre pretese che distrarre il pubblico del genere, ma per le due donne diventa invece pericoloso coinvolgimento dove la fiction inghiotte la realtà (e i cinefili accaniti sono avvertiti…).

Un film horror dalle molte sfaccettature quello della Schenbrun, il quale non disdegna un gore divertito e grottesco, girato incrociando vari stili (tangendo il post-moderno) con riprese calde e glamour (a dispetto del clima glaciale invernale dell’esterno) per gli interni della casa di Billy, con ricostruzione vintage dell’aspetto dei film anni ’80 per il film nel film e, infine, con la (brutta) estetica social (piattaforma Zoom) quando Kris si interfaccia con i produttori che faticano a capire le deliranti intenzioni della regista sul film (e, spoiler, faranno una brutta fine…) (voto 7,5)

Il product placement è principalmente mirato su vari tipi di merendine acquistate per lo più al Costco. Se ne vedono innumerevoli. I preferiti delle due donne sono i popcorn Pop Secret ma si vedono anche Sweet tart chewie, prodotti Kellogg’s, M&M’S, Twist, Kit Kat, Kitties… A cena mangiano pollo fritto di KFC. Per i social abbiamo detto di Zoom ma viene citato anche Tik Tok.

 
Stefano Barbacini

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