Glasgow 1987. Un autista di pullman, probabilmente uscito dalla gioventù descritta poi in Sweet Sixteen, fra un tentativo di licenziamento e un altro, da un passaggio e difende una giovane bella nicaraguense di cui, ovviamente, si innamora.
Dopo averla aiutata, contro il suo volere, per la ricerca di un alloggio, viene a scoprire la sua triste realtà di rifugiata e, nel momento in cui lei tenta il suicidio, decide di partire per il Nicaragua ed aiutarla a rinserirsi nel suo paese e cercare di avere un futuro.
Ovvio che lui che non sa nemmeno indicare il Nicaragua su una cartina, non sa niente sul governo sandinista o sui contras e toccherà a Carla, insieme ad un ex agente CIA, spiegare sul luogo tutti i meccanismi, i segreti e le regole del gioco.
Una storia d'amore sullo sfondo di un altro fronte caro al regista, quello della denuncia dell'intromissione del governo americano negli affari della nazione sudamericana.
Anche i questo caso il vero product placement arriva dai racconti dell'agente CIA pentito, ma compaiono anche pochissime altre marche, fra cui cartelli Coca-cola e la British Airways con sui intraprendono il viaggio.