Il Neuchatel Fantastic Film Festival non è solo film nuovi ed anteprime, ma ha anche varie sezioni dedicate a recuperi del passato. Nell’edizione di quest’anno uno di questi è Nadja (1994), variazione della storia di Dracula, una specie di seguito al romanzo di Stoker che in qualche modo richiama il seguito della Universal, La figlia di Dracula, in stile indipendente newyorchese, prodotta da David Lynch (che fa nel film anche una breve apparizione) e diretta da Michael Almereyda, un regista che proprio con questo film si era fatto conoscere nell’ambiente arty della costa Est ma che poi non ha mai veramente sfondato.
Protagonista è la magnetica e cultissima Elina Lowenstein (presente in sala prima della proiezione), che interpreta Nadja, figlia del defunto Dracula. Gli altri personaggi del film richiamano quelli del romanzo, c’è Lucy (Galaxy Craze), sposata con Jonathan Arker (Martin Donovan), Van Helsing (Peter Fonda!) l’uccisore di Dracula, Renfield che accompagna Nadja così come era succube del padre… A loro si uniscono due personaggi nuovi, il fratello “ribelle” di Nadja, anch’esso figlio del re dei vampiri, e la da lui amata infermiera Cassandra. Nadja circuisce, come già il genitore, Lucy e la soggioga in una scena lesbo succhiandole il sangue… mestruale… e poi cattura anche Cassandra da cui preleva il sangue come se fossero all’Avis…
Almereyda costruisce un film stiloso che alterna un bianco e nero carico ad immagini video talmente “asciugate” da risultare pixellate così da dare un coté underground. Girato in una New York contemporanea, sostituisce le case gotiche con pub, ospedali e officine meccaniche. Il tutto, se nel 1994, risultava avanguardistico, visto oggi mi sembra un poco banalotto in verità. (voto 6+)
Jonathan è un boxeur e pertanto indossa materiale Everlast (quando c’è pugilato è quasi scontato questo product placement) e nel film si vedono una copia del New York Times e dolcetti Brach’s.