Greta Evans, una giovane ragazza che sta cercando di sfuggire a un vecchio fidanzato stalker (questo forse l'unico product placement progresso del film), viene assunta da una coppia che vive in un grosso maniero come baby sitter per il loro figlioletto durante la loro lunga vacanza. Arrivata nella casa conosce Malcom, un ragazzo che fa le consegne alimentari e il figlio della coppia che altri non è che un inquietante bambolotto a grandezza naturale. Un po' sconcertata accetta comunque il lavoro che le può permettere (forse, scopriremo che non sarà così) un periodo di tranquillità dal suo persecutore.
La coppia prima di partire lascia a Greta, oltre alle consegne della casa, anche quelle per la bambola: una lista di azioni apparentemente inutili come Non lasciare Brahms solo (così si chiama il bambolotto), non mettergli niente sulla faccia, leggergli la favola della buonanotte e così via.
All'inizio Greta non prende sul serio il suo lavoro, anche se Malcom l'avvisa che qualcosa veramente non va. Infatti, a poco a poco, si rende conto che il bambolotto è "vivo" e lei è prigioniera di un incubo.
Nonostante mantenga una certa dose di tensione e una buona atmosfera, il film non raggiunge i livelli di terrore da altri film con le bambole (si pensi alle Dolls di Yuzna o alla bambola che perseguita Karen Black in Trilogy of Terror) e anzi delude assolutamente il finale che ricorda uno dei film minori di Tobe Hooper (non vi dirò quale anche se semisconosciuto per evitare spoiler).
Inesistente il product placement ma interessante la campagna di promozione dove (almeno nella catena deli UCI Cinemas non so gli altri) la settimana prima veniva consegnata insieme alla combinazione popcorn e Coca-Cola anche la maschera di The Boys e una copia del DVD di Silent Hill