Prima che vi esaltiate per la recensione del film devo avvisarvi, purtroppo, che non stiamo parlando della mitica Fujiko Mine del lupinterzoverse ma di una bella ragazza giapponese (Katayama Yuki) degli anni '80.
La troviamo all'inizio del film mentre sul retro di un ristorante sta cercando di vendere una polizza assicurativa ad un cuoco. Vedendo che il cuoco non cede inizia a raccontare la sua storia partendo da quando cinque anni prima da alla luce la figlia Mari avuta da un marito completamente inutile ma con una madre ed una sorella tremende che, accusando Fujiko di non impegnarsi abbastanza nella lavanderia di famiglia, le tolgono la bambina.
Fujiko ha però una madre combattiva che facendo chiedere il divorzio alla figlia riesce a riportare a casa la bambina anche se in quel momento lei dovrà cavarsela da sola fra alti e bassi passando per vari lavori (la parte migliore, sia per lei economicamente che per noi del film è quella della cuciniera cameriera di yakisoba in una sala d'azzardo clandestina di karuta) fino ad arrivare all'assicurazione.
Pur avendo anche delle parti piacevoli e divertenti, il film analizza il movimento di liberazione della donna in un periodo (gli anni '80) in cui il maschilismo giapponese aveva il potere e guardava con sospetto donne indipendenti come Fujiko.
In concorso al Far East Film Festival di Udine il film ha tutte le caratteristiche della programmazione di quest'anno in cui anche i film dei registi raccontano storie problematiche di donne. Voto 6
Pochissimo product placement nel quale spicca una scena con il Sony Walkman che ricorda la scena iniziale della trilogia dei guardiani della galassia.