Fra le cose più divertenti dell'ottima edizione del Bergamo Film Meeting di quest'anno c'e stato l'omaggio a Louis de Funes di cui abbiamo gia scritto per la recensione de l'ala o la coscia e adesso prendiamo tre dei suoi film più divertenti, politicamente scorretti e, teoricamente, simili per gli intrighi e le trame dei personaggi interpretati.
Si incomincia con Mania di grandezza di Gerard Oury del 1971 liberamente tratto dal romanzo Ruy Blas di Victor Hugo. Nel XVII secolo il ministro delle finanze del re Salluste ruba ai poveri per darli a se stesso. Quando la regina lo accusa di aver avuto un figlio illegittimo con una delle sue dame di compagnia viene destituito e spedito in convento. Ma si sa, con i personaggi interpretati da de Funes non bisogna scherzare e infatti da li organizza un ingegnoso piano per screditare la regina. Divertentissimo e senza product placement. Voto 8
Come secondo film abbiamo rivisto Io, due figlie, tre valige di Edouard Molinaro del 1967, la cui trama è la più conosciuta probabilmente visto che il film è stato remakato da John Landis con Silvester Stallone e Ornella Muti. In pratica un contabile arriva nella casa del suo datore di lavoro chiedendo un aumento del 100% perché deve sposare una ragazza molto ricca. Da quel momento per il povero de Funes incomincia una giornata in cui gli equivoci si susseguono grazie ad una moglie svanita, una figlia incinta, un'altra sconosciuta, una cameriera che ha scelto il giorno sbagliato per lasciare il lavoro e sposare un miliardario, un cameriere che fa fatica a seguire la storia, un personal trainer rincoglionito, il dipendente maneggione, tre valigie e, ovviamente, Oscar, l'autista licenziato che non si sa dove sia finito. Commedia teatrale divertentissima (da una piece di Claude Magnier) e uno dei massimi esempi del talento facciale del comico francese. Purtroppo a parte le auto con cui arrivano i protagonisti nessun placement. Voto 7,5
Si riscatta invece Le folli avventure di Rabbi Jacob, di Gerard Oury del 1973, uno dei piu divertenti e politicamente scorretti film di de Funes che anche in questo caso interpreta un ricco imprenditore un po'maneggione e un po' razzista che a seguito di un incidente con la macchina arriva in una fabbrica di chewingum dove degli arabi stanno per giustiziare un rivoluzionario. A causa dello scompiglio che porta riesce a fuggire con il prigioniero finendo braccato dagli arabi capitanati da un ottimo Renzo Montagnani. Arrivati all'aeroporto riescono a seminarli prendendo i panni di due rabbini appena arrivati da New York con un aereo Air France incominciando una serie di equivoci a ripetizione ad incominciare dalle tradizioni ebraiche (segno della croce, sabato festivo e i nomi ebraici). Proprio dai nomi arriva uno dei migliori product placement cioè quello di chiamare una famiglia Levi's solo perché stazionava sotto il cartellone pubblicitario dei jeans.
Voto totale per l'intero omaggio 8