SCREAM 3 – Wes Craven (2000)
Stavolta è il killer stesso, ovvero il nuovo assassino travestito con il costume nero e la maschera ormai ben conosciuta, ad annunciare che “il gioco continua ad un livello superiore”.
Scream come gioco teorico sul cinema innalza di uno step il livello dei tre punti d’analisi sul cinema focalizzati dal regista e portati in crescendo fin dal primo capitolo con divertita serietà.
Primo punto, l’interconnessione tra fiction e realtà, tra mondo “reale” in cui si svolgono gli eventi scatenati dai fatti di Woodsboro e mondo di finzione in cui vengono riprodotti i fatti stessi.
Nel primo film si trattava di un mondo in cui venivano citati altri film come se i protagonisti di Scream vivessero nel mondo reale (cosa vista milioni di volte e quasi non notata perché ormai accettata da qualunque spettatore). Nel secondo il livello si alzava di un gradino dato che i protagonisti vivono in una realtà in cui viene proiettato un film, Stab, sulle loro stesse vicende. Nel terzo arriviamo all’incontro tra gli attori di un sequel di Stab (3), con le persone “reali” da loro interpretate (cioè i personaggi di Scream). Capite bene il divertimento di Craven nell’incrociare le vicende di Sidney e Gale con le attrici che le interpretano nel film Stab e unirle nella fuga dal killer ai loro “doppi”. La “mise en abyme” si spinge all’estremo nelle figure degli attori di Stab 3, ad esempio Parker Posey oltre ad essere naturalmente Parker Posey, è anche Jennifer Jolie, ruolo che interpreta in Scream come attrice di Stab, ma anche Gale Weathers che interpreta in Stab 3 come attrice Jennifer Jolie!
L’intrigante incrocio tra realtà, fiction di primo grado e fiction di secondo grado si ha poi (casualmente?) con Courteney Cox e David Arquette, innamorati in Scream come personaggi Gale e Dewey Riley e poi veramente amanti e sposi nella vita reale.
Secondo punto. Le regole del cinema di genere dettate dai personaggi di Scream. Nel primo film venivano date quelle del film horror in generale, nel secondo, naturalmente, le regole di un sequel, in questo terzo capitolo invece, tramite VHS che arriva direttamente da Woodsboro, abbiamo il testamento in video (da vedere rigorosamente dopo la sua morte) di Randy, uno dei killer del primo Scream, in cui ci vengono elencate quelle del Capitolo Finale di una Trilogia Horror.
“Se quello che state vedendo/vivendo è un seguito allora le regole sono quelle conosciute ma se la storia ha troppi retroscena, allora non avete a che fare con un seguito ma con il capitolo finale di una trilogia! Nelle trilogie si torna sempre all’inizio della storia e si scoprono cose credute vere ma che non lo erano affatto.” Poi ci dà le tre regole fondamentali la principale delle quali è che nel Capitolo Finale anche la protagonista, quindi Sidney, potrebbe morire!
Inoltre, ci dice, nel terzo capitolo si torna sempre nei luoghi dove tutto è iniziato, ed infatti in Stab 3 viene ricostruita la casa in cui viveva Sidney con il fratello e la madre prima che quest’ultima fosse uccisa e che l’omicidio desse inizio alla catena di delitti di Woodsboro, facendo ripiombare la ragazza nel proprio passato.
Terzo punto, quello citazionistico/parodistico. Se nel primo episodio Craven aveva sottocchio il cinema comico, nel secondo quello della commedia sentimentale, nel terzo rende omaggio al cinema noir/poliziesco con Sidney che diventa vera e propria detective per scoprire sì chi è il killer dietro la maschera dell’urlo ma anche chi è il vero assassino di sua madre, anzi per scoprire chi era veramente la donna di cui era figlia. Il gioco di citazione/omaggio si completa con una serie di gustosi cameo, da Roger Corman, a Kevin Smith e Jason Mewes nei panni di Jay & Silent Bob, a Craven stesso, anche se la palma di più divertente va a Carrie Fisher che ci delizia di una battuta da riportare. Racconta infatti, come Bianca Burnette, il suo character nel film, di essere stata in lizza per la parte della Principessa Leila in Star Wars ma poi è stata scelta una tizia che è andata a letto con George Lucas!
Se poi vogliamo proprio chiudere il cerchio di tutto il discorso scopriamo – ATTENZIONE SPOILER! – che l’assassino è il regista…
Altra “joke” ricorrente è quella della domanda fatta dal killer a qualcuna delle vittime: qual’è il tuo horror preferito? La risposta di Lance Henriksen in Scream 3 è sicuramente la migliore: - E’ la mia vita!
Insomma la serie di Scream non è un horror comune, è a tutti gli effetti un’operazione complessa voluta da Craven con l’aiuto di Williamson (che nel terzo episodio produce solamente, mentre lo script è di Ehren Kruger). Il regista firma tutti e tre i film provando un notevole piacere in questo gioco di rimandi cinematografici senza dimenticarsi però che deve anche soddisfare un pubblico di teenager. Quindi coltelli taglienti nei patti di povere vittime e galloni di sangue versati anche se la sovrastruttura teorica si fa sempre più presente e limita la freschezza che aveva invece il primo capitolo della serie.
Tanto complesso e denso di materiale il film, quanto scarno il product placement inserito. Il film nel film, Stab 3, è prodotto dalla inesistente Sunrise Studios, ma sul set vi è una barca della PRO-LINE che non è affatto fittizia come la MERCEDES utilizzata spesso. Anche alcuni mezzi di informazione sono citati, la CNN e VARIETY in primis.
Tutto qui.
A proposito, naturalmente non è vero che Scream 3 è il capitolo finale di una trilogia horror (potremmo aggiungerla alle regole, il capitolo finale di una serie horror non è mai il capitolo finale…) visto che è al cinema Scream 4!