A pochi giorni dall'uscita al cinema di Assassinio sul Nilo, Kenneth Brangh esce al cinema con un altro film molto meno sfarzoso me decisamente più shakespeariano.
Un film personale nel quale il regista racconta la sua infanzia a Belfast dove ogni giorno si svolgevano le lotte fra cattolici e protestanti. Lui fa parte di una famiglia protestante composta da padre (che lavora a Londra), madre, fratello maggiore più nonno e nonna che cerca di rimanere esterna alla guerra religiosa ma, ovviamente, ci deve convivere e subirne le conseguenze. Lui si trova così travolto da eventi che lo porteranno prima a partecipare ad un saccheggio dove otterrà come trofeo una confezione di detersivo Omo (spoiler la madre glielo farà restituire e non gli era andato bene neanche con il product placement del furto precedente: una barretta di cioccolato rubata che però non piaceva a nessuno), e poi a dover abbandonare la sua amata Belfast e la bella Catherine, la bionda compagna di scuola per la quale era anche diventato uno dei migliori della classe.
Molto teatrale (a parte gli interni, tutto si svolge in un grande set che rappresenta la strada dove abitava) il film è anche un grande omaggio al cinema, non solo con inserimenti di spezzoni di film visti da bambino (L'uomo che uccise Liberty Valance, Un milione di anni fa, Citty Citty Bang Bang) che vengono anche rifatti come accade nella scena finale che ricalca quella vista in Mezzogiorno di fuoco, ma anche con tecniche di ripresa che di volta in volta ricordano varie epoche e film: dall'espressionismo a Giovanna D'Arco fino alla notte dei morti viventi.
Oltra a questo molte sono le citazioni anche al suo futuro cinema. Fra tutti il fumetto letto (Thor) e un romanzo di Agatha Christie (Hallowe'en Party) dove compare Hercule Poirot