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CINEMA
17 Novembre 2023 - 12:07

DIARIO VISIVO (Fincher)

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The killer (David Fincher, USA, 2023)
DIARIO VISIVO (Fincher)

Si parla tanto (ad esempio vedi lo speciale su filmTV n.45 anno 31) di The killer l’opera appena uscita in sala e su Netflix che segna il ritorno di David Fincher alla regia. E allora mi collego alla popolare piattaforma e lo guardo non senza prima essermi documentato sul fatto che è tratto da un fumetto (che purtroppo non ho letto).

La trama non si discosta dagli archetipi del genere: un assassino di professione sta completando con la solita precisa metodologia fatta di attesa, attenzione e precisione una commissione, ma all’ultimo momento un evento imprevedibile gli fa sbagliare l’obiettivo ed uccide una prostituta invece del facoltoso cliente oggetto del suo compito. A questo punto scatta la dinamica classica con l’uomo che gli dà lavoro che incarica sicari per uccidere il nostro killer colpevole di tale errore, ma invece di uccidere lui massacrano la compagna che finisce in ospedale dando a lui la possibilità e la rabbia per far piazza pulita di coloro che sono stati incaricati di eliminarlo.

Tutto molto classico e molto già visto e letto (al proposito consiglio la versione letteraria al femminile di Pierre Lemaitre Il serpente maiuscolo). Senonché il protagonista è interpretato da Michael Fassbender e il regista, appunto, è David Fincher. E allora tutto assume una precisione, una freddezza, un’intensa compartecipazione dello spettatore (vuoi per lo straniarsi del killer e le sue regole sciorinate in una ripetuta voce interiore, vuoi per le musiche degli Smiths, vuoi per l’esattezza delle ambientazioni, dal caldo caraibico al glamour parigino per arrivare ad una gelida New York, vuoi per Tilda Swinton che con la sua solita compattezza androgina ti racconta la barzelletta dell’orso che sodomizza il cacciatore…) che solo i grandi sanno ottenere. Carlo Valeri sul citato Film tv scrive “mai e poi mai guardando The killer viene in mente qualcosa di diverso dal cinema di David Fincher. Come se si fosse generata una simbiosi indiscernibile tra stile e contento, il film scorre via in modo “fincheriano” assecondando magnificamente il perfezionismo e il controllo del killer/regista”. Non si potrebbe dirlo meglio.

“Sono arrivata agli ultimi istanti della mia vita e rimpiango di non aver passato più sere a mangiarmi Haagen-Dasz”, afferma Tilda Swinton in attesa di essere uccisa da Fassbender. E’ il più divertente product placement del film che ne contiene innumerevoli altri da Mc Donald’s (un’economico modo di ingerire proteine) a Jeep, Advil, Asus, Dell… ma sicuramente la più “ingombrante” è quella di Amazon tramite la quale il protagonista ordina un duplicatore di chiavi elettroniche che, naturalmente, arriva subito in un Amazon locker.

STEFANO BARBACINI

 www.dysnews.eu