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CINEMA
17 Giugno 2012 - 14:48

BARBA E DINTORNI

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Godard e la pubblicità (8)
BARBA E DINTORNI

RO.GO.PA.G. – Rossellini, Godard, Pasolini, Gregoretti (1963)

Ai suoi esordi Godard gira un film dietro l’altro. Non si lascia sfuggire alcuna proposta che gli viene fatta ed è sempre pronto ad estrarre dal cilindro una storia da filmare. La sua immensa conoscenza cinematografica e letteraria è un’inesauribile risorsa da cui attingere.

Così quando il produttore Alfredo Bini gli propone di partecipare con un episodio al film collettivo “Laviamoci il cervello”, poi distribuito come RO.GO.PA.G. dalle iniziali dei registi, è ben felice di collaborare soprattutto per la presenza dell’autore che più ammira in quel periodo e nume tutelare dei giovani autori nouvelle vague, Roberto Rossellini.

Diciamo subito che i quattro episodi sono di alterna qualità e da questo punto di vista sono dominati da quel capolavoro che è l’episodio di Pasolini, “La ricotta”.

L’episodio getta uno sguardo impietoso sulla situazione del sottoproletariato romano incentrandosi sulla figura di Stracci, comparsa cinematografica sul set di un film di carattere religioso in cui interpreta uno dei ladroni al fianco di Cristo durante la crocifissione. Stracci con questa partecipazione riesce ad avere il famigerato cestino che rappresenta un modo per sfamare la famiglia letteralmente sull’orlo di “morire di fame”. Il povero Stracci non riesce però a sfamare se stesso e per tutta la durata del corto cercherà con qualche espediente di addentare qualcosa di commestibile finendo, per assurdo, per morire di indigestione quando la troupe, accortasi delle difficoltà economiche e alimentari del poveraccio, lo rimpinzerà a… morte.

Il girato rispecchia la poetica pasoliniana diventando anche pamphlet contro la commiserazione cristiana e contro un certo cinema (pezzo di storia cinematografica l’intervista di un giornalista al regista del film nel film interpretato da un immenso Orson Welles) e verrà ricordato anche per le splendide scene (le uniche a colori) della crocefissione in cui PPP felicemente ripropone l’immaginario pittorico di Rosso Fiorentino.

L’episodio peggiore è, invece, quello di Rossellini, “Illibatezza”, un’insipida satira sul maschilismo in cui un americano di mezza età circuisce ai limiti dello stalking una hostess dell’ALITALIA (la sempre splendida Rosanna Schiaffino) per poi arretrare quando questa da dolce ragazza si trasforma in una vamp aggressiva.

Leggermente più divertente (anche per la presenza di Tognazzi) l’episodio di “costume” in perfetto stile Gregoretti dal titolo “Il pollo ruspante”, critica al consumismo post-boom economico che vede una coppia volersi adattare a tutti i costi ad un tenore di vita che non si possono permettere risultando dei parvenu piuttosto patetici. Questo episodio è interessante per noi perché è zeppo di product placement. Abbiamo un televisore VOXSON, probabilmente all’avanguardia in quel periodo, da cui la famiglia beve illusioni di benessere; due must del periodo, la cucitrice NECCHI e I MOBILI DELLA BRIANZA; poi SHELL, VOLKSWAGEN e principalmente l’Autogrill PAVESI in cui è girata una parte importante del segmento.

E arriviamo all’episodio del nostro JLG, l’unico degno di interesse oltre a quello di Pasolini.

Nel suo girovagare fra i generi stavolta Godard decide di affrontare la fantascienza (prodromo del capolavoro Alphaville).

Potremmo definire il segmento “Il mondo nuovo” un ‘postatomico dell’anima’. L’umanità deve affrontare le conseguenze di un’esplosione atomica, conseguenze che sono esclusivamente personali e comportamentali: le persone hanno un’incapacità di rapportarsi con gli altri, si riscontrano ‘una meccanicità orrenda e la morte della logica’. Solo il protagonista sembra esserne immune.

Niente spettacolarizzazione ne nel mostrare il disastro (dello scoppiò nucleare ne veniamo a conoscenza solo leggendo i giornali -L’HUMANITE’, LE FIGARO, PARIS JOUR- o  perché citata dalla voce fuori campo), ne nelle conseguenze, tutte “di testa” tranne un coltello sempre a portata di mano dalla ragazza del protagonista, Alexandra Stewart (lo porta anche nelle mutande e nel bikini) e alcuni monumenti di Parigi mostrati mozzati (più una joke che altro).

Al solito per Godard, qualsiasi sia il genere affrontato, è il rapporto di coppia che interessa e “Il mondo nuovo”, se lo mettiamo in relazione al rapporto tormentato in quel periodo del regista con la Karina, è evidente saggio su una coppia giunta ad un punto di incomprensione e scontro.

JLG gira come consuetudine sbizzarrendosi con la macchina a mano per le vie di Parigi a riprendere scene di vita comune o rinchiudendosi in una stanza con piani sequenza claustrofobici inquadrando dialoghi tra amanti.

Non mancano naturalmente citazioni e giochi di parole (la Stewart dirà più volte al compagno “io ti ex-amo”).

Apparizione nel corto di birra TUBORG e COCA COLA, più volte offerta dalla ragazza al suo ex-amore.

Stefano Barbacini

Ro.Go.Pa.G.

Regia: Jean-Luc Godard
Produzione: Cineriz
Data di uscita: 01/01/1963
Cast:
Ugo Tognazzi

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