Vienna 1932. Il conte Dracula è in piena fase di "che noia che barba, che barba che noia" sempre lui è la vampira nel castello, la vampira e lui e il servo mezzo scemo. Sono anni che niente lo stimola più e quindi che altro può fare se non chiedere aiuto il più grande di tutti: il dottor Sigmund Freud che, ovviamente accetta di prenderlo in cura cercando di dare un senso logico tutte le sue "pazzie" come quella di essere convinto di non potersi specchiare.
Fortuna vuole che dal dottore ci vada anche Viktor un giovane pittore squattrinato fidanzato di Lucy che fa la cameriera da Oskar locale che si trova a dover fare i conti con una nuova tipologia di clientela un po' anormale.
Viktor però ha un'ossessione alla Danny Kaye e ogni volta che dipinge la sua fidanzata gli esce una vamp bionda che è anche la protagonista dei suoi schizzi che non hanno niente da invidiare ai fumetti horror porno pulp con la protagonista nuda fra omicidi e squartamenti.
I fumetti però finiscono nelle mani di Lucy che decide di assecondare le perversioni di Viktor e trasformarsi nel sogno erotico del suo amato proprio nel giorno che Dracula scopre uno dei quadri di Viktor nello studio di Freud riconoscendo un suo grande amore Nadilla e, come sa bene chi conosce la storia del vampiro, da questo momento niente sarà più come prima.
Uscito in contemporanea con il mockumentary Vita da vampiro, il film anche se meno geniale, in alcuni punti lo ricorda, soprattutto nelle parti e nei sentimenti dei vampiri verso gli umani. Molte comunque le situazioni geniali e divertenti come quello della fobia di contare tutto quello che cade, cosa che ti può salvare dalle sue grinfie se riesci a far cadere dalle scale una vagonata di piselli.
Girato con una fotografia sullo stile dei film fumettistico anni '80 e' 90 alla Shadow, Dick Tracy o Sky Captain And The World of Tomorrow, il film non solo è divertente ma affronta, a suo modo, anche l'emancipazione della donna. "È vero: ti volevo diversa ma non che volavi."
Come product placement il Napoleon offerto durante la cena e lo storico Ann Pepper