In un futuro non troppo lontano la famiglia Martin compra un robot per farsi aiutare nelle faccende domestiche. Andrew, così si chiama, dimostra subito di essere diverso da tutti gli altri robot. Per un difetto di fabbricazione è intelligentissimo e dotato di abilità mai viste. A poco a poco diventa uno di famiglia e comincia a costruire strani orologi e a guadagnare un sacco di soldi. Ma la sua vita gli va stretta e così inventa sempre cose nuove legate alla robotica e a apportarsi, con l'aiuto di uno scienziato squattrinato, che lui finanzia facendolo diventare un colosso, e alla sua assistente robotica Galatea, delle trasformazioni che lo porteranno a diventare completamente umano e a conquistare l'amore della nipote del suo primo amore "piccola" Amanda e a passare con lei l'intera (lunga) vita fino alla morte nel giorno della sua consacrazione ad essere umano da parte della corte mondiale.
Tratto da un racconto di Isaac Asimov, l'uomo bicentinario più che un film di fantascienza è una lunga favolona sentimentale dovuta probabilmente alla scelta del regista, Chris Columbus, che da sempre si occupa di queste cose, ma che contiene una bella scena d'amore finale. L'amore fra Andrew e Portia nasce grazie ad un fonografo Victorola, il primo oggetto aggiustato da Andrew che ritorna varie volte nel corso della sua vita. Questo è il più bel product placement del film anche se datato
Inutile quello di Aprilia che fornisce una moto del futuro probabilmente sperando in qualcosa di fantascientifico ma ritrovandosi relegata in una scena il cui unico interesse è quello di stare vicino al culo di Angela Landis