Secondo capitolo della trilogia, creata dalla mente brillante di Phil Lord e Cristopher Miller e, per la parte artistica, Joaquim Dos Santos, sullo Spider-verse per la Marvel-Sony.
Se il multiverso è ormai sdoganato sia nel mondo dei comics che in quello cinematografico, quello creato per Spiderman con i vari supereroi punti da un ragno nelle loro varie versioni è del tutto originale e di divertimento assoluto. Attenzione, non stiamo parlando di un semplice divertissement (questo sta tutto nell’apparizione dei vari tipi di Spiderman e nelle battute tipiche del supereroe che conosciamo) ma di un film di notevole intelligenza sia per quanto riguarda la parte testuale che per quella visiva.
La finezza e lo spessore con cui vengono indagati, senza buonismo e senza retorica, i rapporti tra genitori e figli, tra adolescenti di sesso differente e tra chi deve prendere decisioni (anche dure, lo vedremo) e sottoposti non sono abituali in film di mero consumo come questo. Un’animazione quindi per tutti (giovanissimi e adulti), per appassionati di Supereroi, di fumetti ma anche di cinema tout court.
Per quanto riguarda la parte visiva invece è un tripudio di alternanza di stili (ogni universo ha il suo) che va dal pastello ai colori ad olio per poi imitare gli stili più disparati, passando per le sperimentazioni di Sienkiewicz, la pop art, la ligne claire, la rough art del rock e del punk con citazioni per il Lego universe e anche per il real action. Insomma chi più ne ha più ne metta e lo spettatore minimamente scafato ne ha gran godimento.
I protagonisti principali sono Spiderwoman (la Gwen che nel suo universo ha visto morire Peter Parker, venendone accusata ingiustamente dell’omicidio dal padre poliziotto, ed è lei che ha i poteri del ragno) e il già conosciuto, dal capitolo precedente, Miles Morales, lo Spiderman latino-americano. I due dovranno affrontare insieme al gruppo dei vari Spidermen del multiverso (tra cui i più divertenti sono quello Bollywoodiano, lo Spiderpunk, lo Spiderbyte che agisce con avatar, lo Spider robotico che richiama l’animazione giapponese ma tanti altri si trovano alla centrale “covo” di tutti loro) la minaccia del supernemico Macchia capace di creare, con le macchie che ha addosso, veri e propri buchi neri che diventano portali per passare nei vari Universi e con il rischio di alterarne la linea temporale. Per questo Morales deve prendere una grave decisione, lasciare che il proprio padre venga ucciso da Macchia per non modificare il Multiverso o difenderlo anche contro i suoi stessi compagni di lotta? Lo sapremo nel terzo capitolo…
Per il momento gustatevi i primi due capitoli di questa saga animata di assoluto interesse che meriterebbe più visioni per cogliere tutte le sfumature, le citazioni e le parodie.
Converse, Nike, Spalding e, naturalmente, Sony tra il product placement del fillm.