Martone e la nostalgia per Napoli. Per la città dai due volti. L’umanità e la bellezza verace dei suoi vicoli, del suo mare, della vivacità della sua gente. Ma pure la Napoli della camorra, della povertà e delle amicizie sbagliate che ti portano su strade di vita violente. Napoli, il calore umano, la saggezza popolare, i preti coraggiosi contro la violenza e il sopruso dei “malomm”.
Questo ritrova un misurato Pierfrancesco Favino, che incarna l’emigrato di ritorno Felice Lasco, al suo rientro dopo quarant’anni, passati tra Libano ed Egitto ed ormai fattosi mussulmano quasi senza ricordare la lingua natale, ad accudire la madre morente. Girando per i vicoli, guardando i giovani “guaglioni”, entrando nella chiesa di Don Luigi Rega e scoprendo la sua comunità con i giovani anticamorra, girando per osterie e ammirando il suo mare, comincia a ricordare un’infanzia felice e tribolata passata con l’amico fraterno Oreste Spasiano (Tommaso Ragno) e le loro gesta non proprio probe… Decide che, nonostante la moglie in Egitto, la sua vita deve essere vissuta qui, deve tornare alla sua terra. Scopre però che l’amico di avventura è diventato un capo clan e vede male il suo ritorno per paura di rievocare il passato. I due si incontrano… la voglia di Felice di ritrovare in qualche modo l’amicizia di un tempo e il suo desiderio di restare prevarrà sulla violenza dell’uomo perduto, O’Malomm, Oreste?
Accadimenti non voluti, scelte di vita, fortuna o caso? Da cosa dipende il dipanarsi della vita di una persona? Nascere in un determinato contesto ed uscirne nonostante tutto è semplice volontà oppure la differenza sta nelle persone che incontri e nelle svolte inconsapevoli? Partendo dallo stesso tragico evento perché due amici fraterni prendono due strade così diverse e arrivano a traguardi altrettanto difformi? Questi sono i vari interrogativi che si pone Martone rendendo omaggio alla sua terra così particolare e bella da entrarti dentro per sempre e così difficile da vivere. (Voto 7)
Una pizzeria, una moto Gilera, il caffè Moreno… il product placement è quasi inesistente.