Oronzo Canà è un ex allenatore di calcio di serie B che a causa dei modi bruschi e dei risultati scarsi è stato esonerato. Una sera alla televisione vede il presidente della SS Longobarda che annuncia in diretta di voler cambiare allenatore e di voler recrutare propri Oronzo Canà.
Oronzo si mette subito all’opera e, dopo le prime operazioni di rito, parte per il Brasile in compagnia di un imbroglione Andrea Bergonzoni che millanta amicizie con metà dei giocatori brasiliani grazie al suo uomo sul luogo Giginho.
Dopo aver tentato ripetutamente di truffarlo, alla fine i tre tornano a casa con Aristoteles, un giocatore scovato in un campetto di periferia.
Dopo un inizio disastroso la direzione e i tifosi vorrebbero che Canà venisse esonerato, ma questa non è l’intenzione del presidente il quale aveva assunto Canà proprio per evitare di finire in serie A.
I problemi arrivano quindi quando, proprio grazie ad Aristoteles, la squadra comincia a vincere e rischia veramente la A, al che il presidente è costretto ad uscire allo scoperto.
Premetto che considero quasi sempre falimentari i film sul calcio e ritengo che si contino sulle dita di una mano i film belli fatti su questo sport (Fuga per la vittoria, giusto per fare un esempio), premetto anche che sono fan di Lino Banfi fin da tempi non sospetti e considero must film come Vieni avanti cretino, L’onorevole con l’amante sotto il letto e Il brigadiere Pasuale Zagaria ama la mamma e la polizia, ma L’allenatore nel pallone non l’ho apprezzato allora e non l’ho apprezzato nemmeno a riguardarlo adesso.
Perosnaggi antipatici e sopra le righe (la moglie del presidente mignottona, il giornalista "stronza" che si accanisce contro Canà e Gigi e Andrea quasi insopportabili), trama che più stereotipata non si può e buonismo spalmato a iosa.
Anche il produt placement è banale con le classiche bottiglie di acqua minerale (è uno dei pochi film Fiuggi) e cartelli posizionati qua e là durante le partite.
E ci hanno fatto anche un seguito, ma della vergognosa perfotmance di Estathè Ferrero parleremo a suo tempo.