Namdev Bhau, in search of silence presente al festival Estasia 2019 di Reggio Emilia è un road movie “montanaro” girato in Nepal. Uno di quei film che giocano scopertamente con lo spettatore il quale dopo 20 minuti sa già dove si andrà a parare. Un film che sa come giocare con l’empatia di chi lo guarda ma girato con quel minimo di ironia che rende il tutto comunque piacevole e ha il merito di non scadere mai nel patetismo.
Namdev Bhau è un vecchio autista che non ne può più della “frenesia della vita moderna”, che non ne può più della moglie ciarliera, della figlia perennemente insoddisfatta, dei troppi rumori inutili che lo circondano. Come dice il titolo Namdev decide ad un certo punto di andarsene in cerca del silenzio. Nonostante parta con le migliori intenzioni armato di articolo di giornale sui luoghi più silenziosi del mondo, si incammina verso la Valle del silenzio in Nepal. Sebbene la ricerca del silenzio si rivelerà un totale fallimento (la Valle è impestata da turisti rumorosissimi), il viaggio lo avvicinerà ad un ragazzo abbandonato deciso a condividere il viaggio con lui, all’inizio indesiderato da Namdev che lo vede come una scocciatura ed una minaccia al suo progetto, con cui instaurerà un rapporto capendo che la soluzione non è la fuga dal mondo ma un nuovo approccio all’umanità.
Girato con spettacolari immagini del territorio vasto e selvaggio del Nepal, ancorchè con approccio piuttosto accademico, il film ci scorre davanti senza sussulti ma senza annoiare e l’abbraccio finale tra il ragazzo e Namdev, seppur preventivato da tempo, colpisce nel segno. Col silenzio si possono dire un sacco di verità…
Un pulmino Traveller, una tv Sansui sintonizzata sul canale TV3, una borsa Provogue e una giacca a vento Nail, dopotutto una buona presenza di brand nel product placement del film.