Lo scorso anno al NIFFF abbiamo visto l’opera seconda di Karoly Ujj Meszaros, un poliziesco ben diretto che affondava la camera nella melma di un passato drammatico e di un presente dalle mille problematiche sociali. X The exploted ci aveva ben impressionato ed ora, grazie alla piattaforma Spamflix, abbiamo recuperato l’esordio del regista ungherese, Liza the fox-fairy, un film completamente diverso.
Si tratta di una favola dark, a tratti visionaria commedia surreale (apparentabile alle bizzarrie di Jeunet e Caro), con una trama semplice (una “badante” alla costante ricerca dell’amore ideale è osteggiata dal fantasma di un cantante che fa in modo di far morire tutti i suoi pretendenti) ma una realizzazione molto articolata e “cinefila”. La protagonista che potrebbe essere uscita da un film di Kaurismaki crede di essere maledetta (la maledizione della tradizione nipponica, quella della donna volpe), il fantasma che la perseguita, morto da tempo e agghindato come un cantante rock anni ’50, è un giapponese e alla tradizione delle ghost-stories di quel paese si ispira per tormentarla, l’antieroe che spezzerà la catena di “incidenti” mortali è un poliziotto che evita qualunque trappola mortale come l’ispettore Clouseau, sembra uscito da Twin Peaks (addirittura assomiglia a Kyle MacLachlan) ed è appassionato di rock-finlandese!
E’ evidente che i due interessi maggiori del regista sono proprio il cinema giapponese di cui riproduce l’iconografia (Lady snowblood e co.) e il cinema di Kaurismaki di cui sposa lo straniamento dei personaggi.
E’ un film artefatto ma assai piacevole, divertente tra commistioni di musical, splatter, grottesco e surreale e condivide con il successivo film di Meszaros la brava protagonista e una tecnica registica molto studiata e a tratti un po’ troppo da spaccone. Comunque un godimento per gli occhi e un’ora e mezza ben spesa.
La protagonista del film trova il suo luogo fatato in un Mekk Burger di cui adora i panini e i gadget (clamoroso spottone per il fast food magiaro) e nel product placement contenuto nel film viene subito dopo la rivista Cosmopolitan che diventa una specie di bibbia della conquista per la donna accompagnata da enormi cartelloni pubblicitari.