She freak è il film sicuramente più famoso di Byron Mabe e ci si chiede il perché. Probabilmente per quei tre minuti finali che da soli lo hanno reso famoso. In pratica se voi vi guardate il magnifico poster pubblicitario che ripropone il volto deturpato di Claire Brennan avete già visto tutto quello che di interessante vi può dare questo film.
In un’ora di pellicola non succede assolutamente nulla. Siamo di fronte praticamente ad una specie di documentario sui Luna Park del tempo con annessi Side show che mostravano bizzarrie della natura. Mabe si prodiga in immagini di giostre, numeri con serpenti e mangiatori di spade, carrozzoni, alcune volte cogliendo anche immagini interessanti soprattutto quando propone i manifesti che faranno impazzire di gioia gli appassionati di questo tipo di spettacolo e di grafica.
Si trascina invece parallelamente la storia della cameriera Jade che vuol lasciare il suo lavoro in un Diner di passaggio per cambiare vita e per questo raggiunge proprio le carovane dei giostrai dove viene ingaggiata anche qui come cameriera. Immagini di vita tra i carrozzoni, chiacchiere tra donne, musica jazz e surf a commentare le riprese di questo circo. Un’ora di noia a colori pastello in cui Mabe ci dimostra che si trovava decisamente più a suo agio con il bianco e nero di A smell of honey, a swallow of brine.
Poi negli ultimi venti minuti si costruisce la drammaturgia: Jade incontra Blackie, un violento fisicato che ha appena trafitto la mano di un uomo dopo un litigio, e le si concede nel suo carrozzone sotto gli occhi del nano Shorty. La vediamo poi nella parte di innamorata del proprietario del “carnival” da cui si fa impalmare più per avere una vita agiata che non per amore. Il richiamo della sessualità selvaggia di Blackie è però irresistibile e la nostra si fa cogliere nuovamente in fragrante adulterio sempre dal piccolo Shorty che in veste di Iago, utilizzando un pettine dimenticato invece di un fazzoletto, spiffera tutto al marito di Jade. Tragedia in cui quest’ultimo, il marito, viene trafitto dal bruto amante con la reazione della donna che è di un largo sorriso… ora è lei la padrona.
Dopo tutto ciò, dopo cioè nulla di eccitante, arriviamo agli ultimi tre minuti di film in cui, finalmente, abbiamo un po’ di fremito di piacere malsano. Shorty viene licenziato da Jade e il piccolo uomo raduna tutti i freaks del luna park per una truce vendetta. Come nel ben più popolare e imparagonabile film di Tod Browning del 1932, Freaks, la donna viene orribilmente sfigurata e messa in mostra nel freak-show giusto prima del monito finale sacro: “Vengeance is mine. I will repay. Saith the Lord”. Questi ultimi tre minuti sono l’unica cosa buona di tutta la pellicola e lasciano un rimpianto per quanto la capacità di Mabe possa essere ben superiore da quanto dato in tutto il resto dell’opera.
Blackie è interpretato da un altro attore che, come Mabe, Friedman trasformerà in regista, quel Lee Raymond autore del famigerato “The adult version of Jekyll & Hyde”.
Qualche bicchiere di Coca cola, la brand Ronson di pile per auto in un negozio, un trattore Schramm sono le poche tracce di product placement.