Dopo aver affrontato l'impossibile all'interno di un futuristico grattacielo giapponese a Los Angeles, aver salvato un aeroporto, aver affrontato una caccia al tesoro mortale per le vie di una New York disseminata di bombe ed aver dovuto lottare in un'America spenta dagli hacker, dove poteva andare in vacanza John McClaine se non a Chernobyl?
Ma partiamo dall'inizio: il nostro eroe, reintegrato nel New York Police Department, viene a sapere che il figlio, che lui crede uno scapestrato, è stato arrestato dalla polizia di Mosca per omicidio, così, dopo aver promesso alla figlia di non fare casino, parte per assistere al processo che, ovviamente visto tale ospite, potrà forse essere normale?
Infatti il figlio, che in realtà lavora per la CIA, è in prigione per liberare e far fuggire un miliardario russo che ha un file molto importante per gli Stati Uniti. Il piano va però a monte a causa sia di un commando che vuole per se il file, sia per l'arrivo di McClane che cerca di capire cosa sta facendo il figlio mettendogli in pratica i bastoni fra le ruote. Dopo un'inseguimento spettacolare per le vie di mosca utilizzando l'intera squadra del product placement Mercedes: una classe G, uno sprinter ed un Unimog con i quali compiono l'impossibile distruggendo mezza mosca, i due sono costretti ad affrontare altre peripezie finche non gli toccherà andare a Chernobyl, appunto.
A Good Day to Die Hard è esattamente quello che ci si aspetta: un giocattolone nel quale l'indistruttibile McClane risolve i casi uscendo indenne da ogni tipo di situazione: dalle esplosioni, ai salti da palazzi senza paracadute e quelli da elicottero con camion incorporato. Unica pecca forse la lunghezza limitata (strana per un film della saga) e l'azione concentrata soprattutto nella prima parte. Nella prima parte c'è anche il più bel product placement, quello dell'affidabilità dei veicoli mercedes, mentre altre macchina escono devastate. Tre BMW sono ad esempio usate dai terroristi come autobombe e MacClane passa letteralmente sopra ad una Porsche distruggendola. A proposito nell'inseguimento viene anche coinvolto un tir della Royal Purple che produce olio per auto. Secondo wikipedia english (quindi più affidabile della nostrana) la Royal Purple non ha nessun mercato in Russia quindi in pratica un loro tir non aveva nessuna ragione di essere li.