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CINEMA
14 Gennaio 2022 - 09:22

DALLA SUBURRA AL SUBCONSCIO

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America Latina (F.lli D'Innocenzo, Italia, 2021)
DALLA SUBURRA AL SUBCONSCIO

I gemelli D’Innocenzo, forti di una fama meritatissima per i primi due film, tornano con una nuova opera, America Latina, in cui lasciano la suburra per incontrare la borghesia, lasciano lo spaccato di vita per l’analisi freudiana, si avventurano in un antro infernale della psiche e lasciano il dolore del vivere in ristrettezze economiche e culturali.

Nel cambiamento, diciamolo subito, perdono qualcosina del loro particolare cinema e si avvicinano ad un horror mainstream di stampo americano. Intendiamoci, i fratelli sono dei registi con la R maiuscola, solo l’impatto di alcune loro immagini (il loro sguardo peculiare è sempre originale, ricercato e mai ovvio) bastano per capire che quei due sanno fare cinema. I loro primi piani sempre segmentati da oggetti, lastre, finestre e quant’altro compongono un insieme curioso e impattante e sono un esempio della loro visione. L’esperto Paolo Carnera è ormai abituato a certe atmosfere che dai criminal di Sollima alle prime due opere dei fratelli lo collocano tra i poeti della suburra e nonostante qui si tratti di un’ambientazione “borghese” (il protagonista è un dentista, Massimo/Elio Germano, ricco e che abita con la famiglia di tre donne in una villa di periferia) per fortuna non ci restituisce mai una fotografia patinata ma riesce comunque a sporcare quel tanto che basta per mantenere la propria (e degli D’Innocenzo) poetica.

Detto questo, il loro passaggio dalla materialità alla psicologia, la loro analisi della mente che rispolvera un po’ scolasticamente i vecchi e abbastanza consunti contrasti tra luce e buio, sopra e sotto, bene e male (dichiarati fin dal titolo che significa contrasto tra America, la ricchezza e i sogni dorati, e Latina, la visceralità e il mal di vivere), non convince appieno.

Massimo Sisti, il dentista protagonista, una mattina dopo una sera come un’altra passata in famiglia con la moglie e le due figlie, scende in cantina e vi trova una ragazzina legata e imbavagliata. Come ci è finita? È stato lui a metterla lì e non se lo ricorda per un buio della mente? Oppure è stato l’amico in bolletta per raccattare denaro? O il padre che da sempre ce l’ha con lui? O addirittura la sua famiglia che si vuole sbarazzare di lui? La sua mente comincia a vacillare e le proprie certezze di tranquilla e agiata vita famigliare crollano.

Tra metafore e psicoanalisi si perde quell’incontro del genere con la carnalità della vita vera che era la caratteristica delle opere precedenti del duo di registi che, per loro stessa ammissione, con questa opera terza hanno osato di più. Hanno volutamente esagerato, e questo non sempre è un bene.

Poco il product placement visibile, un piano Yamaha suonato dalla figlia minore, la Volvo con cui va in giro Germano e al Bar Villetta un’insegna della Coca Cola, bevanda che, tra una birra e l’altra, il protagonista chiede esplicitamente al barista.

Voto 6

Stefano barbacini

America Latina

Regia: Fabio D Innocenzo
Data di uscita: 02/02/2022
Cast:
Elio Germano
Brand:
Volvo

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