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CINEMA
14 Gennaio 2011 - 08:45

TAMARA DREWE

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Ritorno al paesello in MINI MINOR
TAMARA DREWE

TAMARA DREWE – Stephen Frears (2010)

 

In un paesino del Dorset, entriamo in un ritiro per scrittori immerso nella campagna inglese, “nel buco del culo del nulla”. Qui un manipolo di autori in cerca di tranquillità passa le giornate mettendo nero su bianco le idee e mangiando le delizie proposte dalla padrona di casa. La fattoria è gestita da un odioso trombone diventato ricco scrivendo gialli di successo e dalla cortese, servizievole, sottomessa e... cornuta moglie.

La pace del luogo è interrotta dall’arrivo sulla sua scattante MINI MINOR di Tamara Drewe, “figliola prodiga” di ritorno nella nativa terra, che si ripresenta alla casa di proprietà dove è cresciuta dopo essersi “rifatta” (in tutti i sensi) una vita a Londra come columnist di “THE INDEPENDENT”. La ragazzina bruttina soprannominata “becco” dai compagni di classe a causa dell’importante naso è cresciuta, si è fatta piallare l’antiestetica propaggine e si ripresenta ragazzona carnosa ed appetibile nei suoi short inguinali.

Il suo rapporto intimo prima con un rumoroso batterista rock del gruppo SWIPE (esiste solo nel film ed esegue un paio di songs) che si presenta alla guida di una PORSCHE gialla e, soprattutto, con il fedifrago scrittore di gialli (che invece possiede un altrettanto fiammante LAND ROVER), metteranno a soqquadro la noiosa e piatta esistenza degli abitanti del luogo tra cui si trova anche la vecchia fiamma di Tamara, un prestante giardiniere sedicente campione dei perdenti Andy, per cui la brace ancora brucia sotto la cenere.

Ma cosa muove Tamara ad essere sessualmente coinvolta in poco tempo con due idioti come il batterista e lo scrittore? Come lei stessa si domanda: “ho un fuoco che mi brucia dentro continuamente. Perché faccio queste cose?”. Probabilmente le risposte si trovano nel libro autobiografico che la Drewe sta preparando rimembrando delusioni famigliari e frustrazioni della sua infanzia “nasona”. Sì perché “c’è sempre qualcosa di disperato in Tamara Drew”.

Il film di Frears (continua il suo eclettismo che lo porta ad alternare opere diversissime tra loro con un ammirevole professionismo che possiamo paragonare al conterraneo Winterbottom) è tratto dalla graphic novel della fumettista Posy Simmonds (appena edita in Italia da Nottetempo) che il regista non esita a definire un genio. Siamo di fronte ad una commedia con risvolti drammatico-grotteschi (vedremo coinvolti anche un cane e una mandria di vacche), che tratta di amori e tradimenti e insegna quanto, purtroppo, può essere pericoloso agire con leggerezza in questa vita e abbassare la guardia in campo sentimentale.

Il vero motore del film che fa progredire la storia, scatenare drammi e creare legami, non è l’impacciata Gemma Arterton (nei panni della protagonista) ma la vivace ragazzina Cody (Jessica Barden), innamorata pazza di Ben, la rockstar, incontenibile e pericolosamente attiva nel tessere trame destabilizzanti per catturare l’attenzione dell’amato. Nei suoi sogni di giovinetta vi è un incontro con il suo batterista vestita di intimo PRADA lei e CALVIN KLEIN lui con le fragranze di un profumo CHANEL in sottofondo. Le sue armi sono il computer APPLE con cui spedisce false e-mail e il telefonino NOKIA con cui fotografa e invia con MMS il tradimento dell’anziano autore di bestsellers.

Stefano Barbacini

Tamara Drewe

Regia: Stephen Frears
Data di uscita: 01/01/2010
Brand:
Apple

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