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CINEMA
13 Agosto 2024 - 10:58

UNA BABYLON ROMANA

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Finalmente l'alba (Saverio Costanzo, Italia, 2023)
UNA BABYLON ROMANA

Saverio Costanzo torna al cinema con un progetto ambizioso, raccontare il mondo del cinema dietro le quinte, la Hollywood sul Tevere degli anni ’50, come una Babylon romana. In realtà il film nasce come opera sull’omicidio di Wilma Montesi, la ragazza trovata morta nel 1953 annegata, ritrovata seminuda sulla spiaggia di Torvaianica, appena fuori Roma. Il caso fece scandalo perché coinvolse i partecipanti ad una festa in una villa di Capocotta dove si riunivano gente dello spettacolo e politici per, pare, eventi orgiastici.

Costanzo in Finalmente l’alba rievoca il ritrovamento della Montesi con la proiezione di un notiziario filmico in un cinema all’interno di Cinecittà dove Mimosa (una soprendente quasi esordiente Rebecca Antonaci), ragazza borgatara che con la madre e la sorella sono appassionate di cinema tramite il quale si lasciano affascinare dai divi di allora (vi è anche Alba Rohrwacher che interpreta Alida Valli). A causa dell’incontro di uno smargiasso sedicente agente cinematografico (un alter ego del Walter Chiari di Bellissima di Visconti), Mimosa e la sorella riescono a fare un provino a Cinecittà da sprovvedute. La timida Mimosa non verrà presa perché si rifiuta di “aprirsi la camicetta”, ma poi incontrando la star del film (in costume sull’antico Egitto), l’americana Josephine Esperanto (Lily James), che la vuole con lei sul set, viene ingaggiata solo per assecondare i capricci della diva. Alla fine delle riprese Mimosa viene praticamente costretta da Josephine, Sean (altro divo del film interpretato da “Stranger things” Joe Keery) e dal trafficante d’arte Priori (Willem Dafoe), che si presta a lacché e autista della diva, a partecipare ad una festa proprio nella villa di Capocotta.

E’ evidente come, invece di fare un film-inchiesta su Wilma Montesi, Costanzo scelga di far di Mimosa una reincarnazione della Montesi (anche lei come Wilma ha una madre e una figlia, anche lei sogna al cinema, anche lei ha un ragazzo poliziotto, anche lei sparirà nella notte “perdendosi” dentro la villa di Capocotta) facendole rivivere quello che potrebbe aver vissuto la sfortunata ragazza. Mimosa che è ragazza timida e virginale, si troverà ad aver a che fare con il lato “oscuro” di divi e politici, le loro debolezze, le loro arroganze, la loro lascivia. Sesso e droga, corpi venduti, poveracci maltrattati e disposti all’umiliazione personale per accondiscendere ai potenti sperando in una vita migliore; lei si salva soltanto grazie alla sua candida ingenuità che colpisce Sean che la protegge e con cui perde anche la verginità coronando il sogno di fare l’amore con un divo del cinema. Capirà però che da quel mondo è meglio starci fuori perché è una fiera che rischia di divorarti e, a differenza della povera Wilma, lei la leonessa riesce a domarla alla fine della notte.

Il film è stato piuttosto maltrattato dalla critica a mio parere eccessivamente perché se Costanzo non sempre riesce a mantenere equilibrata la sua opera, l’odissea dell’umile e sognatrice Mimosa all’interno di un mondo materiale (ben diverso da quello “illusorio” del cinema) è interessante e dimostra una volta di più come il regista sappia “costruire un mondo”, e se ci si aspettava Fellini o Sorrentino, nel film ci troviamo solamente e fieramente Costanzo (vedi ad esempio la scena del tentativo di umiliazione di Mimosa presentata come poetessa svedese per ridicolizzarla da parte della perfida quanto debole Josephine che né Fellini né il discepolo Sorrentino avrebbero girato così).

Stefano Barbacini

Finalmente l alba

Regia: Saverio Costanzo
Data di uscita: 01/01/2024

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